Vietato l'ingresso ai cani e agli ITALIANI: quando i migranti ERAVAMO NOI

(Napoli)ore 13:45:00 del 03/02/2019 - Categoria: , Cultura, Denunce, Sociale

Vietato l'ingresso ai cani e agli ITALIANI: quando i migranti ERAVAMO NOI

Quando in Germania, Svizzera, Belgio ecc. nei locali scrivevano: “VIETATO L’INGRESSO AI CANI E AGLI ITALIANI”. Ma i razzisti siamo noi

Paragonare gli italiani che sono emigrati nel mondo, a cui nessuno regalava niente né pagava pranzi e cene in albergo, ai clandestini che arrivano oggi in Italia è poco rispettoso della verità, della storia e del buon senso.
Partivano così i nostri emigranti, senza pretendere nulla, neppure il cibo. Avevano con loro una valigia di ricordi, e tanta voglia di lavorare per cambiare la loro vita e quella dei familiari, tanta voglia di dare un contributo alla crescita dei paesi che li ospitavano.

Quante volte si legge il paragone a nostro avviso “idiota” tra i nostri emigranti e quelli che arrivano nei nostri giorni sulle coste italiane, i quali sono vittime di un traffico di esseri umani favorito dalla destabilizzazione dei loro paesi di origine.
Allora forse, visto che viene nominata la Storia, bisognerebbe ricordare a tutti un po’ di cosine che si sono leggermente perse di vista.

Quella degli italiani è stata la migrazione di massa più grande della storia moderna.
Più di ventiquattro MILIONI di italiani, a partire dal 1861, espatriarono in cerca di fortuna.
E anche oggi, con circa 250.000 partenze ogni anno, siamo all’ottavo posto AL MONDO, come paese di emigrazione.
Partono più italiani di quanti immigrati non entrino in Italia ogni anno. E la nostra è stata (ed è tuttora) una migrazione prettamente ECONOMICA.
Non emigriamo a causa di una guerra o di un dittatore, diversamente da molti altri popoli africani, emigravamo ed emigriamo tutt’ora per andare in cerca di lavoro.
L’ immigrazione dei nostri connazionali all’estero in passato è stata tutt’altro che semplice.

Le umiliazioni degli emigrati italiani

Alcuni decenni fa, lo straniero, il corvaccio, l’uomo col coltello era l’italiano, il capro espiatorio responsabile di tutto ciò che non funzionava bene in Svizzera, che doveva solo lavorare e chiudere la bocca.
Le storie degli immigrati italiani sono spesso caratterizzate da un passato simile, fatto di povertà e a volte di soprusi, proseguite lungo un percorso sinuoso, doloroso. Storie che, comunque, si sono concluse frequentemente con la conquista di un posto al sole, guadagnato grazie a una tenace volontà, a un lavoro accanito e al prezzo di grandi sacrifici.
Ma prima di conquistare questo “posto al sole” i nostri connazionali ne hanno subite di umiliazioni per via di molti  che non hanno perso occasione per far sentire a noi, gli italiani, che valevamo molto meno degli altri.

La prima umiliazione avveniva appena arrivati a destinazione, i nostri connazionali sono stati costretti a subire una procedura simile a quella del controllo del bestiame. Venivano fatti completamente spogliare prima di essere cosparsi di DDT e passare la visita medica. Chi si rifiutava veniva rispedito alla frontiera seduta stante.

Una volta fatti entrare non avevano diritto a nulla, non c’erano centri di accoglienza, e venivano spesso trattati come bestie. Venivano sfruttati come bassa manovalanza, visto che solitamente erano poco istruiti. E lavoravano (quelli che non delinquevano, ovviamente) in condizioni precarie, disumane, pericolosissime. Esattamente come gli italiani, oggi, a volte purtroppo sfruttano il lavoro in nero dei migranti africani.

La discriminazione nei confronti degli italiani all’estero

Per non parlare poi dei cartelli che venivano affissi fuori alcuni locali svizzeri, belgi e tedeschi, che denotavano una chiara e palese evidenza della discriminazione verso il nostro popolo.

Con questo non vogliamo dire che tutti i migranti economici che arrivano dall’ Africa siano tutti delinquenti, terroristi senza voglia di lavorare, anzi, forse molti di loro sono anche meglio di alcuni italiani, ma che paragonarli ai nostri migranti di allora è una idiozia colossale. Noi siamo stati umiliati, sfruttati e discriminati. Loro vengono accolti accuditi e sfamati, e molto spesso, bisogna dirlo, anche avvantaggiati rispetto agli italiani stessi….

Da: QUI

Inserzionista Samuele

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