USA: gli imprenditori chiedono di lavorare GRATIS

(Roma)ore 14:07:00 del 14/12/2017 - Categoria: , Denunce, Esteri, Lavoro

USA: gli imprenditori chiedono di lavorare GRATIS

La crisi economica iniziata nel 2008 e pilotata dai poteri forti, sta ottenendo i frutti sperati, ovvero trasformare la schiavitù del lavoro in servilismo volontario, che è alla lunga ben peggiore e sopratutto umiliante.

La crisi economica iniziata nel 2008 e pilotata dai poteri forti, sta ottenendo i frutti sperati, ovvero trasformare la schiavitù del lavoro in servilismo volontario, che è alla lunga ben peggiore e sopratutto umiliante.
In America si è arrivati a chiedere ad alcuni lavoratori di lavorare gratis nel weekend in cambio, pensate, di un "bonus pasto".
Tutto questo per ridurre i costi dell'azienda, poveri manager in giacca e cravatta, devono scervellarsi tutto il giorno per permettersi lo champagne da 5000 dollari la bottiglia per fare i fighi nei locali più lussuosi del globo, e per far questo si può solo contare sulla situazione disperata dei propri simili, ben disposti a "sacrificarsi" pur di arrivare alla fine del mese. 
diritti dei lavoratori oramai non esistono più, da una parte sono stati annientati dal potere, dall'altra sono stati ignorati dagli stessi lavoratori che sono rimasti impassibili invece che difenderli con i denti. Questo succede in America, questo succederà anche in Italia.


Segue l'articolo di  wallstreetitalia.com: NEW YORK (WSI) – Ridurre i costi, non è certo un mistero, è una delle priorità delle aziende. Priorità che pur di essere raggiunta rischia di andare contro idiritti fondamentali dei lavoratori, come per esempio quello di essere pagato per il lavoro svolto.
A quanto pare la catena americana Urban Outfitters pare non essere interessata alla questione, visto che in una email inviata pochi giorni fa ai dipendenti ha chiesto adesioni per lavorare gratis durante il fine settimana in uno dei suoi negozi in Pennsylvania. Unico bonus offerto: il pranzo.
Che si tratti dell’ennesimo tentativo disperato di contenere i costi, non c’è dubbio. Il punto è che per la società di abbigliamento si tratta dell’ennesima pubblicità negativa dopo essere finita nel mirino dei media americani per discriminazioni nei confronti dei diritti delle minoranze.
Come quanto si è scoperto che il suo presidente, Richard Hayne, aveva finanziato la campagna anti-gay del repubblicano Rick Santorum. Ma il caso fa anche riflettere su come diritti apparentemente acquisiti da tempo potrebbero dover cedere il posto alla necessità di ‘piegarsi’ alle esigenze delle aziende, con i lavoratori sempre più alle prese con quella sensazione spiacevole di avere il coltello alla gola. E dunque pronti a fare di tutto, pur di non perdere il posto di lavoro

Da: QUI

Inserzionista Luca

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