Taranto e Ilva: la strage degli innocenti continua

(Taranto)ore 10:47:00 del 01/04/2019 - Categoria: , Ambiente, Cronaca, Denunce, Politica

Taranto e Ilva: la strage degli innocenti continua

L’Ilva è la più grande fabbrica siderurgica d’Europa, sequestrata la prima volta nel 26 luglio del 2012 dai giudici della città pugliese «perché produce eventi di malattia e di morte, anche nei bambini».

Ilva e inquinamento

L’Ilva è la più grande fabbrica siderurgica d’Europa, sequestrata la prima volta nel 26 luglio del 2012 dai giudici della città pugliese «perché produce eventi di malattia e di morte, anche nei bambini».

Da allora, l’industria è stata al centro di una partita complicata, che ha investito diversi livelli della scena politica e coinvolto organizzazioni e ordini professionali, enti economici e forze sindacali nazionali.

Il ministro Luigi Di Maio ha detto nel settembre scorso che il salvataggio dell’Ilva era un ottimo risultato per la nostra economia e che nello stabilimento siderurgico di Taranto sono state installate tecnologie che riducono del 20% le emissioni nocive.

Queste dichiarazioni sono smentite dalle centraline Arpa installate nella cokeria che registrano valori in aumento per le emissioni diffuse in ambiente», ha sottolineato il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti.

Aumento della mortalità in età pediatrica

I dati sono allarmanti, nella fascia d’età pediatrica si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause, e di ospedalizzazione per le malattie respiratorie acute. Inoltre, per tutti i tumori si osserva un eccesso di incidenza.

La pediatra e presidente della commissione Ambiente dell’ordine dei Medici di Taranto, Annamaria Moschetti, dice a Osservatorio Diritti:

«Questa situazione rappresenta plasticamente il fallimento della politica industriale del nostro Paese, e, ancora oggi, l’ultimo decreto del presidente del Consiglio non offre garanzie sufficienti per la tutela della vita della popolazione e degli operai, così come su tutta la questione Ilva non esiste una riflessione eticamente fondata da parte dello Stato».

Prosegue la dottoressa: «Uno dei dati più drammaticamente rilevanti nella perizia epidemiologica contenuta negli atti che sono alla base del processo Ambiente Venduto è l’eccesso di tumori tra gli operai, senza contare quelli morti sul lavoro, dalla fondazione della fabbrica ad oggi».

In particolare, la perizia ha rilevato tra gli operai Ilva eccessi di tumore dello stomaco del 107%, e aumenti consistenti delle malattie cardiache e neurologiche, di oltre il 50 per cento. Non solo. Tra gli impiegati sono stati documentati eccessi di mortalità per tumori all’encefalo del 150 per cento.

Ma possiamo ancora essere ciechi di fronte a tutto ciò? di fronte a questa strage silenziosa che si consuma sotto i nostri occhi? di fronte a uno stato dove il bene del cittadino e la sua salute passano sempre in secondo piano?

Purtroppo, nonostante le numerose proteste, la situazione a Taranto sembra tutt’altro che risolta, nonostante l’ingresso e le promesse di ArcelorMittal. Secondo le analisi di Peacelink e i dati delle centraline dell’Arpa Puglia, rispetto allo stesso periodo del 2018, a gennaio e febbraio c’è stato addirittura un aumento delle emissioni, sopratutto degli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) che hanno subito un impennata del 195%. Fa paura anche la concentrazione di benzene salita del 160%.

Altre tristi realtà come Taranto

Gli impegni presi dall’azienda per risanare le problematiche ambientali prevedono una scadenza entro il 2023, dove ci sarà un investimento di più di un miliardo di euro e che renderà lo stabilimento di Taranto il migliore stabilimento d’Europa in termini di tecnologie utilizzate e progetti realizzati, ma nel frattempo la gente continua a morire e soprattutto i bambini. Nel frattempo le falde, l’aria, il cibo è tutto inquinato. Un’altra Terra dei Fuochiche semina morte e distruzione, come lo è Terni in Umbria con le sue acciaierie e i suoi inceneritori,  tanto che ha raggiunto un triste primato di 27 morti l’anno in più rispetto alla media nazionale.

Da: QUI

Inserzionista Carla

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