Stipendi parlamentari: un operaio guadagna 1/13 di un politico, prima 1/3!

(Napoli)ore 09:31:00 del 17/01/2019 - Categoria: , Denunce, Economia, Politica

Stipendi parlamentari: un operaio guadagna 1/13 di un politico, prima 1/3!

Nel 1947 a Montecitorio si discuteva l’articolo 69 della Costituzione, quello relativo allo stipendio dei parlamentari.

Nel 1947 a Montecitorio si discuteva l’articolo 69 della Costituzione, quello relativo allo stipendio dei parlamentari. Allora i rappresentanti del popolo italiano guadagnavano il corrispettivo di un precario odierno: “25 mila lire al mese, circa 800 euro – racconta un articolo pubblicato sul sito dell’Espresso LINK. Più un gettone di presenza da 1.000 lire al giorno (30 euro), ma solo quando le commissioni si riunivano in giorni differenti rispetto all’Aula”. Il totale è presto fatto: i costituenti non riuscivano a portare a casa più di 1.300 euro al mese.

Certo, il Paese era nettamente più povero, ma sicuramente più equilibrato rispetto allo stato delle cose attuale. Un operaio di terzo livello guadagnava qualcosa come 13 mila lire al mese, un terzo di un deputato. Mentre 70 anni dopo, come dimostra la tabella elaborata dall’Espresso, chi siede in Parlamento guadagna quasi 10 volte di più di un impiegato e 13 più di una tuta blu.

Nel primo dopoguerra, il fatto che i parlamentari ricevessero un compenso per il loro operato era considerato una garanzia di indipendenza e democrazia. In questo modo anche i meno abbienti potevano partecipare alla vita politica. Ma vista la drammatica situazione in cui versava il Paese, nel 1946 la somma fu fissata alla modesta cifra di 25 mila lire al mese. L’aumento repentino dell’inflazione, però, fu tale che in pochi mesi lo stipendio toccò quota 50mila lire.

“La prima legge sul tema, varata nell’estate 1948 dal governo De Gasperi – racconta l’Espresso – è figlia di questa mentalità che allora ispirava la giovane e fragile democrazia italiana: ‘Ai membri del Parlamento è corrisposta una indennità mensile di L. 65.000, nonché un rimborso spese per i giorni delle sedute parlamentari alle quali essi partecipano’. Tradotto ai giorni nostri: 1.230 euro fissi più un gettone da 100 euro scarsi al giorno (5mila lire) legato alla presenza effettiva. Togliendo fine settimana più i lunedì e i venerdì, in cui le convocazioni sono rare, non più 2.500 euro al mese dunque”.

L’aria cambiò nettamente a partire dal 1955, quando il governo Segni emanò la legge sulle “Disposizioni per le concessioni di viaggio sulle ferrovie dello Stato”. “Un privilegio al quale, col passare del tempo si sarebbero aggiunti una innumerevole serie di altri benefit – molti ancora esistenti – dai biglietti aerei alla telefonia fissa (e poi mobile), dalle tessere autostradali agli sconti sui trasporti marittimi. E così nel 1963, in appena 15 anni, grazie ai bassi salari che furono alla base del miracolo economico, col suo mezzo milione al mese un parlamentare era già arrivato già a guadagnare il quintuplo di un impiegato (il cui salario si aggirava sulle 100 mila lire) e otto volte più di un operaio(poco sopra le 60 mila lire)”.

L’esplosione dei redditi dei nostri rappresentanti avvenne nel 1965, con presidente del Consiglio Aldo Moro e vicepresidente il socialista Pietro Nenni. Lo stipendio veniva infatti agganciato a quello dei presidenti di sezione della Cassazione (con imposta pari al solo 40%) e fu istituita per la prima volta la diaria (esentasse) per il rimborso delle spese di soggiorno nella capitale di 120 mila lire (1.250 euro di oggi)che, siccome la legge non lo specificava, fu accordata anche per chi risiedeva a Roma ed è così ancora oggi, sia pure con qualche modifica.

Un deciso “passo avanti” ci fu anche col governo Craxi e il taglio della scala mobile. È l’inizio della fine. Da allora sono passati circa 30 anni e il valore della busta paga dei politici è raddoppiato. Dai corrispettivi 7 mila euro degli anni ‘80, siamo giunti agli attuali 14 mila euro mensili, mentre lo stipendio medio di un impiegato ai giorni nostri è di 1.500 euro al mese e quello di un metalmeccanico non è mai cresciuto, restando intorno ai 1.110/1.200 euro al mese.

E non è tutto: ogni mese lo Stato spende quasi 8 milioni di euro per i vitalizi dei politici, tra cui quelli condannati. Per questo Riparte il futuro ha lanciato la campagna #stopvitalizio.Un condannato per mafia riceve ogni mese circa 4 mila euro. E se quel che guadagna un normale politico è incredibilmente eccessivo, questo è invece inaccettabile. Per questo bisogna essere sempre di più a pretendere che questa assurda pratica termini.

Da: QUI

Inserzionista Samuele

ALTRE News
Petrolio Iran: Trump impone stop EZENZIONI per l'Italia. PREZZI ALLE STELLE
Petrolio Iran: Trump impone stop EZENZIONI per l'Italia. PREZZI ALLE STELLE
(Napoli)
-

La Casa Bianca ha annunciato che da maggio non ci sarà più alcuna deroga sulle sanzioni per il petrolio iraniano.
Non ci sarà più alcuna deroga sulle sanzioni da parte degli Stati Uniti per chi...

L'ANGELO dei malati che diede troppo fastidio alla scienza ufficiale
L'ANGELO dei malati che diede troppo fastidio alla scienza ufficiale
(Napoli)
-

Tentarono anche di assassinarlo e comunque uccisero i suoi straordinari studi.
Guerra a Di Bella, l’angelo dei malati: tentarono di ucciderlo “Il poeta della...

345 cristiani uccisi ogni mese: la persecuzione mondiale di cui nessuno parla
345 cristiani uccisi ogni mese: la persecuzione mondiale di cui nessuno parla
(Napoli)
-

I dati sono allarmanti. I leader che ricordano le vittime di Colombo non hanno il coraggio di definirle cristiane
Sono i nostri Fratelli nella fede. Incarnano i nostri valori e le radici della...

E319, l'additivo alimentare legale in Italia che INDEBOLISCE IL SISTEMA IMMUNITARIO
E319, l'additivo alimentare legale in Italia che INDEBOLISCE IL SISTEMA IMMUNITARIO
(Napoli)
-

L’additivo alimentare E319, il butilidrochinone terziario, minaccia il nostro sistema immunitario e indebolisce l’efficacia del vaccino anti influenzale.
L’additivo alimentare E319, il butilidrochinone terziario, minaccia il nostro...

Decreto Salva Roma: chi la vincera'? Questione LETALE per il governo gialloverde
Decreto Salva Roma: chi la vincera'? Questione LETALE per il governo gialloverde
(Napoli)
-

Questo il nuovo terreno di scontro tra Lega e M5s. La misura, che dovrebbe finire nel Decreto Crescita, prevede che lo Stato si accolli parte del rosso della Capitale
È il cosiddetto 'Salva-Roma' il nuovo terreno dello scontro, ormai quotidiano,...



Notizie di Oggi | Contatti | Sitemap articoli

2013 Notizie di Oggi - Tutti i diritti riservati