Scandalo milionario Vaticano: la nuova inchiesta

(Torino)ore 13:06:00 del 07/10/2019 - Categoria: , Cronaca, Denunce

Scandalo milionario Vaticano: la nuova inchiesta

Nel mirino operazioni finanziarie e immobiliari. Tra le persone sospese anche Tommaso Di Ruzza, responsabile dell’organismo della Santa Sede per la lotta al riciclaggio

SCANDALO MILIONARIO VATICANO - Un clamoroso scandalo finanziario rischia di travolgere, di nuovo, il Vaticano. Nel mirino sono finite operazioni finanziarie milionarie apparentemente irregolari effettuate da alcuni uffici della Segreteria di Stato. Ora tremano non solo laici e contabili, ma anche monsignori e – qualcuno dice – potenti cardinali.

Papa Francesco è stato avvertito all'inizio dell'estate dai vertici dello Ior e dal Revisore generale (da pochi diventato a tutti gli effetti una sorta di autorità anti-corruzione della città santa) di possibili, giganteschi crimini finanziari avvenuti negli ultimi anni. Bergoglio ha così ordinato un'indagine puntuale e severissima, e che non faccia sconti a nessuno.

SCANDALO MILIONARIO VATICANO - Così ieri, su ordine del del promotore di Giustizia Gian Piero Milano e del suo aggiunto Alessandro Diddi, gli uomini della Gendarmeria hanno effettuato sequestri di documenti riservati, di pc e computer non solo negli uffici della Prima Sezione della Segreteria guidata dal cardinale Pietro Parolin, ma pure nelle stanze dell'Aif, l'autorità di informazione finanziaria. Cioè l'organismo indipendente che dovrebbe lavorare alle attività antiriciclaggio.

Ieri la notizia delle perquisizioni è stata data in poche righe al Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, senza ulteriori dettagli (curioso il fatto, notano gli addetti ai lavori, che il decreto non fosse firmato anche dall'altro procuratore di Giustizia da poco promosso dal pontefice, Roberto Zannotti).

SCANDALO MILIONARIO VATICANO - Tutto è cominciato martedì, con le perquisizioni negli uffici della prima sezione della Segreteria di Stato e dell’Aif. Un’operazione mai vista, nella Terza Loggia: «Acquisizione di documenti e apparati elettronici», pc sequestrati. La Santa Sede fa sapere solo che l’indagine della procura vaticana «si ricollega alle denunce presentate agli inizi della scorsa estate dallo Ior e dall’Ufficio del Revisore generale, riguardanti operazioni finanziarie compiute nel tempo». Si parla di operazioni milionarie. Nel giro di ventiquattr’ore, ieri, sono arrivati i primi provvedimenti: un documento diffuso dal settimanale l’Espresso mostra la «disposizione di servizio» alle guardie svizzere, firmata dal comandante della Gendarmeria Domenico Giani: i cinque dipendenti sospesi potranno entrare nello Stato solo «se autorizzati dalla magistratura vaticana». Vengono indicati con nome e foto. Un prete, monsignor Mauro Carlino, capo ufficio informazione e documentazione della Segreteria di Stato, che continua a risiedere a Santa Marta. E quattro laici: oltre a Di Ruzza, due «minutanti» (impiegati) degli uffici protocollo e amministrativo della Segreteria di Stato, Vincenzo Mauriello e Fabrizio Tirabassi, e una addetta di amministrazione, Caterina Sansone.

Francesco sapeva dell’operazione e, si dice, «vuole andare fino in fondo». Certo la strada verso la trasparenza è lunga. Operazioni «nel tempo»? Risalirebbero al 2011. Pare che il Segretario di Stato Pietro Parolin abbia saputo all’ultimo delle perquisizioni. Si parla di palazzi a Londra e Parigi. E anche di una guerra interna, mai sopita. Tommaso di Ruzza, genero dell’ex Governatore di Bankitalia Antonio Fazio, era della cordata legata al cardinale Bertone. Il gruppo di comando dell’Aif non è cambiato da Ratzinger a Bergoglio ed è stato promosso, con l’ex direttore René Brülhart divenuto presidente.

Inserzionista Gregorio

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