Recensione ufficiale Red Dead Redemption 2

(Bologna)ore 13:45:00 del 29/10/2018 - Categoria: , Videogames

Recensione ufficiale Red Dead Redemption 2

In concreto, per anticipare una domanda che sappiamo già sarà ricorrente nei commenti, Red Dead Redemption 2 si configura per mere questioni cronologiche, come un prequel al primo capitolo.

 

Red Dead Redemption 2 è un gioco che ha sempre saputo di avere una marcia in più e nel corso del tempo, soprattutto nell’ultimo periodo, non ha mai mancato di mostrarlo. Tra il sentir dire e il giocare, però, passa la sottile linea di incredulità e presa di coscienza con cui abbiamo dovuto fare i conti, metro dopo metro, missione dopo missione nell’era dei pistoleri e delle bande nel Far West, della libertà e della legge, sull’inconsistente filo etico tra giusto e sbagliato.

La Redenzione del selvaggio West

Esattamente come un romanzo storico, il capolavoro di Rockstar ricama sul passato un’avventura che rappresenta la psicologia degli uomini a contatto con la società che ha accolto i fuorilegge, li ha creati e poi li ha portati a una disfatta che ben conosciamo. Nonostante la natura di prequel del primo Red Dead Redemption, però, non ci sentiremo mai traditi dal noto futuro nell’affrontare le vicende del passato, e ogni singolo attimo di questa rincorsa alla libertà e alla redenzione nei panni di Arthur Morgan è un nuovo punto per ripartire e sperare, nonchè lasciarsi trasportare da eventi talvolta inaspettati, ma che alla fine chiudono il cerchio con estrema coerenza.

Dutch e la sua famiglia

Nella banda di Dutch, anzi, nella sua famiglia, tutti hanno la propria parte con le loro forze e le loro debolezze. Sono causa di eventi che sono destinati ad accadere, sono motore e motivo. Tramite loro i personaggi principali, maschili e femminili, completano un’evoluzione che raramente ha avuto eguali nella storia narrativa del videogioco: ognuno destinato a un percorso unico, seppur intrecciato a doppio filo con quello degli altri. Dialoghi dannatamente ben recitati, secondo una tradizione Western sempre rispettata e animazioni puntualissime non lasciano mai spazio all’interpretazione e nei momenti più importanti si superano, rimanendo impressi indelebilmente come fotogrammi nella mente del giocatore. Arthur diventa il tramite dell’affetto o della repulsione verso gli altri membri di questa famiglia. Saremo condotti a leggere secondo i suoi filtri il nostro rapporto più o meno benevolo con ciascuno, dando anche un senso concettuale alla presenza della possibile prima persona: il punto di vista del destino comune del gruppo.

In concreto, per anticipare una domanda che sappiamo già sarà ricorrente nei commenti, Red Dead Redemption 2 si configura per mere questioni cronologiche, come un prequel al primo capitolo. È difatti ambientato circa una dozzina di anni prima e, pur mettendoci nei panni di un nuovo protagonista, ci porterà a interfacciarci più e più volte con John Marston, eroe del primo episodio. Questo vuol dire che chi avrà giocato il titolo originale apprezzerà gli inevitabili riferimenti, ma anche chi si avvicina per la prima volta alla saga con questo capitolo non faticherà a seguire la storia e, anzi, potrebbe addirittura essere stimolato a giocare successivamente il primo Red Dead Redemption per conoscere la chiusura del cerchio narrativo.

Prima di passare al gameplay nel dettaglio è fondamentale scrivere qualche informazione su come, nel concreto, questa storia viene raccontata. Di fondo il gioco non si allontana dal seminato del precedente capitolo, ma più in generale dall'interpretazione dei free roaming firmati Rockstar. Le missioni saranno indicate direttamente sulla mappa con il classico cerchietto con all'interno le iniziali del personaggio con cui dovremo interagire. Una nota di colore distingue tra le principali e le facoltative, molte delle quali ci vengono affidate da personaggi inizialmente identificati con un punto interrogativo: gli sconosciuti. Lo stile registico e narrativo è perfettamente aderente alla tradizione Rockstar Games, con cutscene che anticipano e concludono la missione e lunghissimi dialoghi nel corso dello svolgimento della stessa, mentre cavalchiamo per raggiungere la meta della missione. Al tutto si aggiunge un numero impressionante di missioni casuali e contestuali che appaiono all'improvviso mentre ci ritroviamo a girovagare per il mondo di gioco: passanti che chiedono aiuto, accampamenti assaltati, sparatorie che avvengono ai bordi della strada, rapimenti, esecuzioni, strani rituali. Ne abbiamo davvero visti di tutti i colori e dopo più di 60 ore di gioco ci è capitato di essere ancora sorpresi.

Sì, avete letto bene, le stime sulla durata di Red Dead Redemption 2ipotizzate da Rockstar sono realistiche: difficilmente riuscirete a finire la storia principale in meno di 50 ore, specie alla prima run, ed è assai probabile che investendo del tempo in una qualsiasi delle attività secondarie offerte dall'incredibile mondo di gioco, ce ne metterete almeno 20 di più con la possibilità di raddoppiare quel numero nel caso in cui vogliate completare al 100% quest'avventura. A titolo informativo, prima di redigere questa recensione, abbiamo investito poco meno di 70 ore nel gioco senza riuscire a completarlo ma fermandoci al 68% della storia principale secondo quanto riportato dai contatori interni

 

Inserzionista Carmine

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