Recensione anteprima The Sinking City

(Genova)ore 16:22:00 del 18/08/2019 - Categoria: , Videogames

Recensione anteprima The Sinking City

Da tempo, però, i suoi occhi sono rossi, le orbite mostrano le forme del teschio che giace sottopelle, e il suo sonno oramai non esiste più, divorato da un'orda di visioni macabre che stanno pericolosamente aumentando.

 

RECENSIONE THE SINKING CITY - The Sinking City narra le vicende di Charles Reed; investigatore privato di comprovata fama, l'uomo è da qualche tempo afflitto da inquietanti visioni. Le immagini si stagliano nella sua mente, conducendolo a perdere coscienza di sé stesso e del mondo che lo circonda. Gli incubi lo tormentano anche nel suo viaggio in barca verso la città di Oakmont, Massachussets, dove si augura con tutto il cuore di poter ricevere risposte riguardo alle stranezze che lo affliggono. Una volta rimessi i piedi a terra, il protagonista viene ragguagliato sulla terribile alluvione che ha flagellato la città, determinando l'insorgere di un numero sempre più cospicuo di casi di isteria e visioni tra i sopravvissuti. In seguito a questi eventi le strade sono state invase da misteriose creature deformi di origine apparentemente ignota, che di fatto costituiscono un ulteriore pericolo per la comunità. Servono risposte, e l'unico che sembra in grado di fornirle sembra essere Robert Throgmorton, facoltoso esponente di spicco di una delle famiglie più antiche e rinomate della città. Senza perdersi in troppe formalità, la coppia stipula un accordo: Charles darà sfoggio del proprio talento investigativo al fine di rintracciare il figlio di Robert, misteriosamente scomparso durante una spedizione in mare. In cambio quest'ultimo riceverà risposte sull'insorgere delle visioni e agli strani eventi che stanno soggiogando la città in seguito all'inondazione.

RECENSIONE THE SINKING CITY - Per la realizzazione di The Sinking City gli sviluppatori hanno attinto a piene mani da alcuni dei principali capisaldi delle opere di Lovecraft, tra i quali la paura dell'ignoto e l'insorgere della follia, quando la mente umana entra in contatto con entità e situazioni che semplicemente non è in grado di comprendere. Proprio mentre la popolazione locale sta perdendo progressivamente le speranze di tornare ad avere una vita normale, il mistero che aleggia per le strade e i canali si infittisce a causa dell'incessante presenza di stranieri in arrivo da ogni dove. Le ragioni dell'esodo appaiono in qualche modo correlate alle oscure presenze che popolano l'area, e spetterà proprio al giocatore provare a sbrogliare la matassa un passo alla volta - o per meglio dire un'indagine alla volta - cercando di scoprire cosa si nasconda sotto alla superficie. Durante la sua permanenza a Oakmont, Charles si vedrà costretto a districarsi tra faide che coinvolgono antiche famiglie, misteriose organizzazioni dai dubbi propositi e individui decisamente poco raccomandabili coi quali interagire durante le attività d'indagine.

RECENSIONE THE SINKING CITY - Charles W. Reeds è un americano come tanti: ha svernato la guerra in marina, sta lentamente rotolando con successo fuori da proibizionismo e per campare fa l'investigatore privato. Da tempo, però, i suoi occhi sono rossi, le orbite mostrano le forme del teschio che giace sottopelle, e il suo sonno oramai non esiste più, divorato da un'orda di visioni macabre che stanno pericolosamente aumentando.

Sente che è sull'orlo della follia, e così lascia Boston per raggiungere Oakmont, una cittadina sconosciuta alle mappe, che è stata recentemente colpita da una tremenda (e anomala) inondazione. Ha sentito molte voci in giro, riguardano persone come lui, che stanno impazzendo alla stessa maniera, e sono tutte dirette in quella fogna ai confini del Massachusetts. Ciò che spera di trovare laggiù non lo sa neanche lui: una cura, la soluzione di un mistero, o semplicemente qualcosa da fare per passare il tempo, l'importante è non restare fermi quando la terra ha già iniziato a muoversi in modo strano. Il giovane, ovviamente, non ha la minima idea di quello che lo attende.

Il nostro Charles è l'eroe noir per eccellenza, quello del grande cinema; forte e sveglio, ma per nulla super-umano, anzi tutt'altro. Vive costantemente la debolezza e il senso di colpa, immerso nelle velleità, perfino in quelle sociali, e persegue un atteggiamento liberale a cui neppure lui crede fino in fondo, e il gioco non manca di ricordarglielo in più occasioni. La volontà che traspare sin dalle prime battute è proprio quella di mettere il giocatore in difficoltà, con scelte e bivi morali, etici e talvolta persino filosofici.

The Sinking City non è soltanto un gioco dark fantasy con elementi di fantascienza rétro, non è una mera "fiction col mostro", è un'opera ben più complessa e stratificata, che concepisce al suo interno anche un'intelligente riflessione sulla società moderna, sull'uomo, l'anarchia, l'oppressione ed anche sul razzismo nudo e crudo. Non è un caso che il gioco si apra con un disclaimer piuttosto diretto, e che in alcuni casi sfiora momenti assai delicati della storia e della cultura americana, un punto che abbiamo amato particolarmente e che non vi sveleremo.

La forza della trama, che passa da una gran quantità di testi sia recitati che scritti (e ben tradotti), è proprio quella di unire la dimensione letteraria Lovecraftiana, fatta di stilemi horror e baratri psicologici, a contenuti più attuali e quindi più maturi, e il risultato è davvero buono. Ad Oakmont c'è una gran diversità di temi proprio perché c'è una notevole varietà di personaggi, e questi sono spesso appartenenti a dei clan, delle gang o dei gruppi politici, tutti con una volontà ben precisa.

La qualità dei testi è sempre alta, le voci sono autentiche, e l'atmosfera degli anni venti è resa perfettamente, talvolta riesce persino a stupire con battute brillanti o quest intelligenti. Le scelte che dovremo affrontare appaiono reali, ponderate e mai fumose o deresponsabilizzanti; per questo avranno ripercussioni sulla pelle del protagonista, cambiando sensibilmente il percorso della storyline e i personaggi con cui interagiremo. Non c'è mai una via buona e una cattiva, esattamente come dovrebbe essere, e - cosa ancora più importante - potrete spesso tornare sui vostri passi prima di scegliere in maniera definitiva, aumentando ancora di più la pressione.

Tutto questo è pervaso da una coltre surreale e metaforica, inizialmente straniante, che finisce con l'assorbire il giocatore in un mondo di gioco che ha più di un asso nella sua manica. L'avventura è anche piuttosto lunga, diciamo circa una ventina d'ore soltanto per le quest principali, che però vi sconsigliamo di affrontare tutte d'un fiato per evitare di incappare in una certa ripetitività, non tanto per i contenuti, che cambiano regime molto spesso, quanto per l'automatismo meccanico a cui veniamo sottoposti.

Va anche detto che le situazioni si fanno assai verbose, e questo potrebbe minare l'esperienza di alcune tipologie di giocatori, ma per fortuna il titolo offre anche un buon numero di quest secondarie particolari, alcune più action, altre più esplorative e il nostro consiglio è quello di lasciarvi sommergere dalle acque e dalla lore estremamente vasta che pervade tutta Oakmont. È un peccato però che con tutta questa varietà di testi, i finali siano sostanzialmente ridotti a tre, e che basti un semplice salvataggio automatico per provarli tutti in una manciata di minuti, il che riduce di fatto anche la rigiocabilità. Nonostante l'ottimo comparto di scelte a esclusione, infatti, fa un po' male vedere sparire tutte quelle sfumature che abbiamo intravisto durante la campagna e anche se non è difficile capirne il motivo, alla fine è inevitabile ritrovarsi con un po' di amaro in bocca. A nostro avviso, dal punto di vista narrativo si tratta sicuramente di un'opera riuscita, non certo libera da pecche, ma comunque interessante e stimolante, a patto ovviamente che vi piaccia leggere, anche perché tenete a mente che la regia è praticamente inesistente.

 

Inserzionista Alberto

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