One Piece Pirate Warriors 3: provato

(Milano)ore 08:03:00 del 05/07/2018 - Categoria: , Videogames

One Piece Pirate Warriors 3: provato

Tecnicamente il titolo sfrutta una realizzazione in cel shading funzionale e coerente con lo stile del manga, che fa chiudere un occhio sugli scenari non molto particolareggiati.

Da qualche anno anche il pubblico di casa Nintendo ha imparato a conoscere i titoli della saga Warriors, grazie ai recenti capitoli dedicati alle saghe di Zelda e Fire Emblem; essi però non sono certo i primi (né saranno gli ultimi) tie-in che i ragazzi di Koei Tecmo ed Omega Force hanno realizzato.

Il grande successo di Switch (e le vendite più che rispettabili di Fire Emblem Warriors) hanno dunque spinto gli sviluppatori a realizzare il porting di un altro dei loro lavori più celebri, dedicato alla saga di One Piece: Pirate Warriors 3. Scopriamo insieme se è stata una saggia mossa.

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La versione proposta per la console della casa di Kyoto è la Deluxe Edition, che include dunque tutti i DLC precedentemente usciti nelle versioni di altre console.

Durante la modalità avventura potremo prendere parte alla maggior parte dei momenti chiave della saga di One Piece, dal primo incontro di Rufy con Zoro fino alla saga di Punk Hazard; presente anche un capitolo dedicato alla saga di Dressrosa, ma con una storia creata dagli sviluppatori dato che quando il titolo venne rilasciato originariamente non era ancora stata completata (uscì infatti nel Marzo 2015).

Nel gioco sono presenti più di 50 personaggi (inclusi sia alleati che nemici) giocabili, ma durante la modalità avventura saremo costretti ad utilizzare solo quelli collegati strettamente al capitolo scelto; dopo aver completato però il livello almeno una volta, potremo affrontarlo con qualunque personaggio a nostro piacimento.

One Piece: Pirate Warriors 3 presenta anche qualche lieve elemento da gioco di ruolo, come un sistema di monete, assegnate alla conclusione di un livello, funzionale all'incremento delle abilità dei personaggi.Allo stesso modo, avanzando nell'avventura si guadagna una valuta interna, il Berry, che permette di aggiudicarsi vari oggetti da sbloccare nella galleria, ma anche di aiutare la progressione del livello di abilità. Avanzando nei vari capitoli, il giocatore ha la possibilità di scegliere tra un set predefinito di personaggi, mentre in una modalità di fantasia apposita, chiamata Diario dei Sogni, la scelta si fa molto più vasta. In questo caso il proprio protagonista - scelto liberamente dalle ciurme - deve conquistare un set di isole, affrontando avversari sempre più forti che una volta sconfitti vanno a unirsi al gruppo di personaggi giocabili

È presente anche la possibilità di rigiocare qualsiasi capitolo a piacimento una volta completato. La modalità principale offre circa 15 ore di gameplay attraverso i vari capitoli. Tecnicamente il titolo sfrutta una realizzazione in cel shading funzionale e coerente con lo stile del manga, che fa chiudere un occhio sugli scenari non molto particolareggiati. Lascia invece favorevolmente sorpresi il frame rate a sessanta fotogrammi al secondo, che subisce qualche calo nei momenti in cui lo schermo è invaso da nemici, ma mai da distogliere troppo l'attenzione. D'altronde abbiamo già anticipato che il caos allestito a video è spesso soverchiante, tanto da rendere difficile addirittura localizzare i personaggi chiave. La struttura è come detto quella del classico musou, senza particolari stravolgimenti, ma risulta nelle corde dell'opera di Oda ed è indubbiamente divertente massacrare soldati nemici scoprendo le varie tecniche dei nostri eroi, nonostante una inevitabile monotonia di fondo. Assolutamente stupendo l'accompagnamento sonoro, con una frizzante colonna sonora jazz-funk assolutamente adeguata e che dà la carica giusta. Alcuni pezzi ci hanno davvero entusiasmato. Tra i lati meno riusciti sono invece da annoverare la relativa mancanza di introduzione per i comandi, utile per aiutare i neofiti ad abituarsi alle meccaniche, e qualche sporadica incertezza nell'assegnazione degli obiettivi delle missioni che può portare a frustranti game over, soprattutto considerando che le missioni sono mediamente lunghe e vanno ricominciate dall'inizio in caso di sconfitta.

Inserzionista Gregorio

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