MXGP Pro: provato

(Palermo)ore 19:49:00 del 04/07/2018 - Categoria: , Videogames

MXGP Pro: provato

Il nuovo Engine Unreal ha contribuito a creare un titolo che ha posto basi solide per il futuro della serie e oggi, la stessa serie, con questo nuovo capitolo dal titolo MXGP Pro vuole reinterpretare con un’ulteriore chiave di lettura il mondo delle compe

L’anno scorso la trasformazione evolutiva di MXGP ha compiuto un passo in avanti molto importante.

Il nuovo Engine Unreal ha contribuito a creare un titolo che ha posto basi solide per il futuro della serie e oggi, la stessa serie, con questo nuovo capitolo dal titolo MXGP Pro vuole reinterpretare con un’ulteriore chiave di lettura il mondo delle competizioni off-road. 

Milestone, a diretto contatto con i maggiori interpreti del campionato di motocross, ha difatti revisionato interamente la fisica di gioco per renderla sempre più realistica e per definire un sistema di guida più articolato e tecnico. Il titolo viene quindi a supporto di quella fetta di appassionati dello sport a due ruote che cercavano nella serie un guizzo in più nel gameplay per renderlo stimolante e avvincente. Non è tutto però per la casa milanese, dato che si è cercato di imprimere un miglioramento su tutti i fronti, con un Compound rinnovato, un maggior dettaglio grafico e una carriera che introduce nuovi seppur non rivoluzionari elementi. Nella pratica, però, qual è l’intero quadro della proposta di MXGP Pro? Scopriamolo con questa recensione.

Iniziamo con il cuore pulsante del gioco: il gameplay. L’evoluzione di MXGP Prointeressa principalmente questo aspetto. Pur non rivoluzionando, soprattutto sul fattore estetico, la fisica di gioco ha subito un radicale affinamento. La gestione dei pesi è più precisa e impatta in maniera totalmente diversa rispetto al passato sulla gestione del veicolo, sia in curva sia durante la fase di atterraggio dai salti. Ciò è percepibile con tutti i livelli di difficoltà, ma risulta evidente impostando la fisica di gioco sull'impostazione Pro. 

In generale è di molto maggiore la tecnica richiesta per non finire a terra dopo una scodata eccessiva o dopo un colpo troppo duro contro una duna per colpa di un salto eccessivamente lungo.

Troviamo poi un terreno sempre più credibile, sia per la differenza di trazione tra bagnato, umido e asciutto sia per il modo in cui i solchi vanno a crearsi al passaggio. In fase di accelerazione è facile perdere trazione, soprattutto nella categoria MXGP (quella più potente) ma anche in MXGP2 (per via dei veicoli più leggeri), e serve dosare l’acceleratore per velocizzare le uscite di curva. 

Tutto ciò è davvero positivo, anche se per un neofita i primi momenti di gioco possono risultare molto frustranti. Chi invece ha già esperienza dalle passate edizioni di MXGP si troverà subito a casa: la fisica è migliore ma non è cambiata radicalmente. Ci sono però delle novità che tutti possono apprezzare. L'assetto delle moto è modificabile; possiamo improvvisarci meccanici e provare diverse configurazioni fino a trovare quella che preferiamo. Dalla lunghezza delle marce, all'aggressività di freni e acceleratore, fino alle sospensioni e alla lunghezza dell'interasse, la libertà nel preparare il proprio veicolo nel modo che si preferisce è alta. A voler essere pignoli solo gli ammortizzatori possono essere ritoccati profondamente, mentre le altre componenti hanno solo alcuni parametri su cui mettere mano.

Ma a conti fatti, le combinazioni presenti hanno il loro effetto su pista, modificando sufficientemente la sensazione di guida. Ad esempio, sospensioni troppo morbide ci fanno rimbalzare di più negli atterraggi, mentre se le lasciamo troppo dure anche i dossi più piccoli ci fanno perdere il controllo e l'interasse, con tre sole opzioni cambia radicalmente il comportamento della moto rendendola più stabile o maneggevole. Nel complesso il setup della moto è abbastanza approfondito e richiede qualche minuto per essere definito al meglio in base al percoso che andiamo ad affrontare.

Il ritorno del compound permette inoltre di provare ogni cambiamento senza dover cominciare una nuova gara o prova a tempo. Si tratta di un'area esplorabile liberamente, in cui sono presenti due circuiti e un gran numero di sentieri con salti e ostacoli per sperimentare le qualità della propria moto e anche l'abilità del nostro pilota. MXGP Pro ha infatti una comoda modalità Allenamento che si compone di differenti sfide che fungono da tutorial - partenza, scrub, salti e così via - e, se completate, fanno ottenere dei bonus che migliorano la capacità di guida del nostro alter ego personalizzato.

Non si tratta di prove particolarmente complesse e si completano in breve tempo, nonostante i requisiti per non fallirle si siano dimostrati molto rigidi costringendoci a ripetere più volte certe sfide. I miglioramenti ottenuti ci hanno aiutato molto a scalare velocemente la classifica e, anzi, ci hanno permesso di impostare la fisica su Semi-Pro - in modalità Pro si può giocare solo con i freni separati - senza cadere a ogni curva come avveniva nei primi momenti. Per fortuna è sempre presente il rewind per tornare indietro nel tempo di qualche secondo, cambiando così un atterraggio o un ingresso in curva sbagliato.

I miglioramenti sono tangibili anche nella modalità Carriera, che rimane però ancora un abbozzo se paragonata a quelle di altri titoli sportivi, come ad esempio gli F1 di Codemaster - durante l'E3 il nostro Yuri Polverino ha avuto modo di provare l'edizione 2018. Chi invece preferisce impersonare il suo pilota preferito può invece scegliere la modalità campionato. La personalizzazione dell'aspetto del nostro alter ego resta scarna, con pochi modelli preimpostati fra cui scegliere, ma la quantità di vestiario da indossare è altissima; ci sono decine prodotti realmente esistenti e apprezzati fra i motociclisti.

Lo stesso vale anche per l'estetica della nostra moto: praticamente ogni parte può essere cambiata e colorata grazie a un ampio catalogo di pezzi e vernici. Per poter spendere i propri crediti per i componenti superiori è però necessario raggiungere un certa fama, che aumenta in base ai nostri piazzamenti e successi. Lo sponsor scelto inoltre, oltre a offrire una livrea unica, dà ricompense in base alle nostre prestazioni in gara e obiettivi raggiunti. Se ciò non bastasse è presente perfino la rivalità fra piloti: a fine gara possiamo essere d'accordo o meno con le dichiarazioni degli altri partecipanti, diventandone così amici o rivali.

L'IA che guida gli avversari è tenace e tenta sempre di superarci - anche se la nostra impressione è che semplicemente ci ignori, infischiandosene di colpirci e farci cadere. Peccato che tutto sia in gran parte vanificato alla partenza: di solito si forma un unico gruppo compatto semplice da sorpassare ai lati durante la prima curva. Comunque si può sempre optare per la modalità online che offre la stessa esperienza del gioco in singolo ma senza le limitazioni dell'intelligenza artificiale. Altro aspetto ancora negativo per MXGP Pro sono gli impatti poco realistici e innaturali. Non sembra che siano realmente in gioco delle forze in grado di far perdere l'equilibrio ai piloti, semplicemente le moto rimbalzano fra loro e ogni tanto qualcuno ha la peggio.

Inserzionista Gregorio

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