Localizzazione app? Ecco come impedirlo!

(Roma)ore 11:35:00 del 16/12/2018 - Categoria: , Tecnologia

Localizzazione app? Ecco come impedirlo!

Installate sugli smartphone, sanno molte cose di noi (per esempio dove siamo) e rivendono queste informazioni in giro.

Da una lunga inchiesta appena pubblicata dal New York Times viene fuori come decine di app presenti sui nostri smartphone stiano costantemente tracciando, catalogando e, di fatto, spiando le nostre vite. Il titolo scelto dal quotidiano non a caso è stato “Le tue app sanno dove sei stato la scorsa notte, e non manterranno il segreto”.

Il problema della privacy è uno dei più seri e discussi quando si tratta di social network, ma viene da molto prima, visto che sono alcune caratteristiche tecniche dell’elettronica a renderci costantemente tracciabili. Molto prima dell’avvento dei social, infatti, chiunque lavorasse con le informazioni trafugate (sia legalmente che illegalmente, ma soprattutto nella seconda opzione) si è visto piovere addosso una fortuna non da poco. Se un tempo bisognava infiltrarsi di persona in un gruppo sociale per riuscire a spiarlo, e magari farlo con dei piccoli microfoni incollati addosso, oggi tutti, ma proprio tutti, un microfono addosso ce l’hanno già. E ce l’hanno perché serve, è imprescindibile: ci sono microfoni nei laptop, negli auricolari, negli smartphone, nei lettori digitali e molto presto, con il cosiddetto internet delle cose (più conosciuto con l’abbreviazione IoT dall’inglese), i microfoni saranno letteralmente dappertutto: frigoriferi, lampade, casse per la riproduzione musicale e così via.

Per la privacy, però, non tutto è perduto. La prima fonte attraverso cui le nostre informazioni personali sono prese e rivendute (nella maggior parte dei casi a chi offre pubblicità e ha interesse a “targetizzare” le possibili clientele) sono le app del nostro telefono. E con alcuni accorgimenti il danno può essere limitato.

Moltissime app accedono alla nostra “posizione”. Si tratta di condizioni che accettiamo quando scarichiamo l’app stessa. Queste condizioni legalmente funzionano come un contratto che noi, con un tap sullo schermo, ci impegniamo a sottoscrivere, e quasi sempre tra le mille informazioni contenute nell’informativa per la privacy c’è la possibilità, più o meno esplicita, di rivendere questi nostri dati ad altre aziende.

Non è facile sapere quali app ci registrano o stanno tracciando i nostri percorsi (sia a piedi che in auto o coi mezzi), perché ognuna può avere delle impostazioni che lo permettono senza che davvero l’utente ne venga a conoscenza con una notifica. Se vogliamo evitare che i dati sulla nostra posizione vengano rivenduti in lungo e in largo abbiamo due opzioni: la prima è disattivare l’opzione “la mia posizione”, in inglese “location” o “location services”, dall’app stessa. Oppure si prova a fare una cernita di quali app seguono la nostra posizione. Di norma su iOS funziona così: si va su privacy, poi su location services e a questo punto dovremmo avere una lista delle app che hanno accesso alla nostra posizione. Tra le impostazioni ci dovrebbe essere “while using the app”, cioè fare in modo che le app abbiano accesso a questi dati solo mentre le usiamo (anche perché alcune, come i navigatori o i servizi taxi, senza la nostra posizione non possono funzionare).

Mentre su Android dalle impostazioni si va su Security & location, poi su location e infine su App level permission e a questo punto ci apparirà la lista dei loghi delle nostre app affiancata da un bottone on/off. Selezionando off le app avranno accesso alla nostra posizione solo se utilizzate.

A voler tagliare la testa al toro, ovviamente, c’è un modo più drastico che è quello di disattivare il GPS direttamente dalle impostazioni dello smartphone. Ma, appunto, alcune app smetterebbero di funzionare.

Rimane un fatto politico. Le grandi aziende del web, i cosiddetti giganti di cui si parla a proposito della gig-economy, approfittano delle regole poco chiare sulla privacy e dei limiti strutturali delle leggi (la loro aggirabilità) per spiarci e ottenere enormi profitti rivendendo i nostri dati. Oltre al danno, però, c’è la beffa: questi giganti del web sono gli stessi che evitano di pagare le tasse nei luoghi in cui fanno profitti, usano paradisi fiscali e difetti delle regolamentazioni degli stati per aggirare controlli e fisco. L’unica istituzione mondiale che sta provando a rispondere in questo senso è l’Unione Europea, soprattutto nella figura di Margrethe Vestager, politica danese proveniente dalla sinistra radicale che ricopre il ruolo di commissario europeo alla concorrenza.

Vestager è già riuscita a sottolineare e dimostrare legalmente più volte le posizioni di monopolio e oligopolio di alcune delle aziende leader nel commercio di dati, multando a volte in modo molto salato i colpevoli. Per questo non bisogna sorprendersi se si scopre che aziende come Facebook hanno aiutato di proposito i populisti di destra in tutto il mondo: i giganti dell’economia del web e i vari Salvini, Putin e Trump hanno, almeno in parte, gli stessi nemici: persone come Vestager e istituzioni come l’UE.

Da: QUI

Inserzionista Luca

ALTRE News
WhatsApp, ecco gli sticker animati: come funzionano
WhatsApp, ecco gli sticker animati: come funzionano
(Roma)
-

Un continuo lavoro di perfezionamento. Negli ultimi mesi gli sviluppatori di WhatsApp sono alle prese con molte novità: la modalità scura (che dovrebbe arrivare già nelle prossime settimane), un nuovo sistema per proteggere le chat su Android e un nuovo m
Un continuo lavoro di perfezionamento. Negli ultimi mesi gli sviluppatori di...

Sud Italia, dove INTERNET non esiste per 1 persona su 3
Sud Italia, dove INTERNET non esiste per 1 persona su 3
(Roma)
-

Secondo gli ultimi dati sull'utilizzo di internet e dei social network, anche per gli italiani l'utilizzo dei social è in crescita, dove Facebook è in testa con 31 milioni di utenti, seguito da Instagram e Pinterest. Ma quanto a penetrazione di internet r
Gli italiani sono sempre più online, sebbene al di sotto della media...

Edge e Chrome: tutte le differenze!
Edge e Chrome: tutte le differenze!
(Roma)
-

Sono in molti a temere che Edge non sarà altro che una versione di Chrome con una interfaccia rivisitata da Microsoft.
Sono in molti a temere che Edge non sarà altro che una versione di Chrome con...


(Roma)
-


La presenza di vita nell'Universo è un dilemma che continua a tormentare gli...

TitTok: la nuova app social che sta spopolando! Come funziona
TitTok: la nuova app social che sta spopolando! Come funziona
(Roma)
-

Il successo della piattaforma per video cinese è dovuto anche all’inglobazione che TikTok ha fatto di Musical.ly; ve la ricordate? 
Il successo della piattaforma per video cinese è dovuto anche all’inglobazione...



Notizie di Oggi | Contatti | Sitemap articoli

2013 Notizie di Oggi - Tutti i diritti riservati