L'Europa (che ci costa 4 miliardi l'anno) tifa SPREAD CONTRO GLI ITALIANI

(Napoli)ore 13:24:00 del 26/10/2018 - Categoria: , Denunce, Economia, Politica

L'Europa (che ci costa 4 miliardi l'anno) tifa SPREAD CONTRO GLI ITALIANI

Manovra, il dietro le quinte della bocciatura da parte della Commissione europea.

Manovra, il dietro le quinte della bocciatura da parte della Commissione europea.

Dombrovskis e Moscovici, gerarchi del nuovo ordine europeo che vuole i popoli schiavi dei mercati finanziari e dello spread, si presentano in conferenza stampa a Bruxelles per spiegare con toni apocalittici che per la prima volta la Commissione europea boccia la manovra economica di un governo dello Stato membro.

Naturalmente si tratta del governo italiano, quello nato dal voto popolare del 4 marzo che sta faticosamente cercando di risollevare il Paese dopo sette lunghi anni di lacrime e sangue e di austerità tanto cara proprio ai tecnocrati dell’Unione europea. Una cura da cavallo che ha portato al massimo storico di cinque milioni di poveri e che ha fatto toccare il record nel rapporto debito/Pil, segno che l’austerità oltre che dannosa e anche inutile.

Ora nel mirino finiscono Conte, Salvini e Di Maio per il loro deficit/Pil al 2,4% nel 2019, peccato che l’ultraeuropeista amico del Pd Macron (quello che scarica i migranti in Italia di notte e che respinge minori e donne incinte al confine) abbia fissato un deficit/Pil addirittura al 2,8%. I colpevoli, i cattivi, quelli da punire sono i sovranisti italiani, Lega e M5S.

Naturalmente ci si dimentica che l’Italia ha un livello di risparmi privati tra i più elevati al mondo. Il timore dell’establishment europeo è evidente: temono che l’esperimento sovranista italiano funzioni e che possa contagiare anche altri Paesi dell’Unione. I vari Dombrovskis e Moscovici, per non parlare di Juncker, rappresentano partiti ormai in crisi profonda in tutto il Vecchio Continente. I socialisti stanno letteralmente scomparendo e i popolari resistono solo se si spostano su posizioni alla Orban o comunque euroscettiche (Merkel e Berlusconi lo dimostrano).

Ma la moribonda Commissione, che con il voto di maggio 2019 verrà spazzata via, resiste e schiaffeggia in mondovisione chi ha avuto il coraggio e l’ardire di disobbedire alle logiche del Fiscal Compact. E anche dare tre settimane a Roma per eventuali modifiche alla manovra suona come una beffa, visto che il governo ha ripetuto mille volte che non ci saranno modifiche, e quindi la procedura di infrazione è scontata. La speranza dei tecnocrati di Bruxelles, che hanno pensato bene di bocciare la manovra addirittura a Borsa aperta (senza però provocare panico), è probabilmente quella che lo spread inizi a correre per spaventare l’esecutivo italiano piegandolo magari anche con il downgrade delle agenzie di rating.

Peccato che i signori di Bruxelles si dimentichino che negli ultimi 17 anni l’Italia è sempre stata “in rosso” nei suoi rapporti economici con l’Unione europea. Nel senso che ha sempre versato alle varie voci del bilancio Ue più soldi di quanti ne ha ricevuti sotto le più diverse forme. Il grafico sotto (fonte www.truenumbers.it) mostra, anno per anno, quanto l’Italia ha versato alla Ue, quanto ha ricevuto indietro e lo squilibrio tra i due valori.

L’anno peggiore è stato il 2011 quando lo squilibrio è stato di oltre 7,6 miliardi di euro: quell’anno, in pratica, abbiamo versato il doppio di quanto abbiamo ricevuto. Anche il 2014 è andato malissimo: lo squilibrio è stato di oltre 7,3 miliardi di euro. Il terzo anno peggiore è stato il 2009: 7,2 miliardi di rosso. Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato, scrive www.truenumbers.it, complessivamente in questi anni all’Europa abbiamo versato 230 miliardi e 675 milioni di euro e ne abbiamo incassati 162 miliardi e 330.

In pratica per l’Italia i costi dell’Europa sono stati pari a 68 miliardi e 345 milioni: più di 4 miliardi l’anno. Ma questi numeri, soldi veri usciti dalle tasche di imprenditori, lavoratori e pensionati italiani, non contano per la Commissione europea. Conta solo fermare a tutti i costi il governo del Cambiamento. Ma, come ha spiegato Matteo Salvini ad Affaritaliani.it, “indietro non si torna!”.

Da: QUI

Inserzionista Gerardo

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