La prova di The Raven Remastered

(Cagliari)ore 13:32:00 del 01/02/2019 - Categoria: , Videogames

La prova di The Raven Remastered

Questo aspetto potrebbe togliere quel pizzico di interesse che non avrebbe guastato a un gioco che non offre particolari scelte, né plot twist, nel momento in cui siamo chiamati a scegliere come proseguire un dialogo o l’avventura stessa. 

 

La pletora di titoli popolanti la libreria della portatile Nintendo Switch non smette di ampliarsi, accogliendo ora una nuova versione rimasterizzata. Stavolta si tratta di The Raven Remastered, lanciata da King Art Games e THQ Nordic per rivedere e correggere l’allora The Raven: Legacy of a Master Thief. A distanza di soli 6 anni circa, dal 21 gennaio abbiamo a disposizione il porting per console della N rossa, dopo le versioni per PlayStation 4, Xbox One e PC, per offrire al pubblico sempre più ampio un’avventura investigativa come quelle che raramente si possono trovare disponibili per la portatile in questione.

Una notte al museo

Per coloro che fossero a digiuno dei tre capitoli di questa storia, riassumiamo la trama in breve: siamo nella capitale britannica, Londra, anno 1964: il nostro compito è portare avanti le indagini circa un criminale noto alla popolazione come The Raven, “il corvo”. Richiamando alla memoria un giallo di ben altra statura, ossia il film “Uccelli di Hitchcock”, il soprannome del personaggio in questione risulta abbastanza inquietante e tetro. Iniziamo la storia con il furto di un gioiello prezioso, l’Occhio della Sfinge, da parte di tale ladro già noto a polizia e guardie del British Museum, uccise da mano ignota mentre il fuorilegge se la dà a gambe con la refurtiva. Dopo questa breve introduzione in medias res, ci spostiamo in una carrozza del celebre Orient Express, dove assistiamo a una conversazione tra l’agente svizzero Anton Jakob Zellner e l’ispettore Nicolas Legrand, sulle tracce della refurtiva. Dalle Alpi all’Egitto, passando per una crociera su una nave dalle notevoli dimensioni, potremo giocare tre diverse avventure in un tempo relativamente breve: parliamo di una manciata di ore per parte, accumulando circa dieci ore totali (ammesso che la noia non ci rallenti inesorabilmente).

L’insostenibile leggerezza delle indagini

L’atmosfera di gioco non è affatto comparabile a quella di un horror o dai tratti paurosi, rifacendosi molto più al genere mistery, rielaborati in maniera piuttosto briosa e leggiadraed evitando scene crude. Questo aspetto potrebbe togliere quel pizzico di interesse che non avrebbe guastato a un gioco che non offre particolari scelte, né plot twist, nel momento in cui siamo chiamati a scegliere come proseguire un dialogo o l’avventura stessa. Delineato questo quadro, non è difficile immaginare che il gameplay si riveli particolarmente semplice e talvolta rischi di scadere nella noia, dovendo sorbirci dialoghi abbastanza lunghi con tutti i personaggi in cui ci imbattiamo. Una caratteristica praticamente indispensabile, in un giallo come questo, dove ogni dettaglio e parola possono rivelarsi indizi fondamentali alla risoluzione del caso; ciò non toglie che le diverse icone a forma di lente di ingrandimento sul nostro schermo non sono sempre di facile gestione, dovendo esaminare parecchi oggetti e dettagli. Ai fini della vera e propria detective story che abbiamo per le mani, il ritmo diventa man mano più sostenuto, in modo simile a quanto farebbe una qualsiasi vicenda narrata in un giallo o in un film di Hercule Poirot (ben ricalcato nelle fattezze e nel parlato dal nostro protagonista).

Come anticipato, i dialoghi sono una parte importante del gameplay, occupandone buona parte; il gioco, pur essendo disponibile solo con audio in inglese o tedesco, riesce a sopperire alla mancanza della lingua italiana con i sottotitoli, godendo di una traduzione perlopiù curata e precisa. I dialoghi sono tanto lunghi e frequenti, quanto ben scritti e ricercati nelle espressioni; dunque, se la qualità dei dialoghi è abbastanza elevata, possiamo dire (quasi) altrettanto della grafica e della velocità di caricamento del gioco.

Sia in modalità console, che collegando il dispositivo alla TV, il caricamento delle sequenze di gioco è piuttosto veloce, così come non si perde la qualità grafica, abbastanza superiore alla media riscontrata nelle versioni rimasterizzate uscite finora sul mercato, ma pur sempre lontana dall’eccellenza raggiunta in epoca contemporanea. Altri difetti si riscontrano nei movimenti dei personaggi, piuttosto goffi e lenti, dichiarando ancora una volta in maniera esplicita che l’azione e la suspense non rientrano affatto tra le priorità del gameplay. Inoltre, il menu non offre opzioni particolari, se non alcuni contenuti Extra al gioco: oltre ai tipici credits, troviamo la galleria di concept art e artwork. Non si tratta solo di disegni e modellini per mostrare i “lavori in corso” nella creazione del gioco, ma anche di spartiti per leggere le note della colonna sonora, davvero ben rieditata e dalle note sinfoniche e orchestrali decisamente degne di nota. Fatto salvo per i titoli di coda, tutti gli altri elementi saranno sbloccabili proseguendo nel gioco, come una sorta di trofeo ottenuto in riconoscimento agli sforzi compiuti.

Al netto di quanto preso in esame finora, The Raven Remastered mette abbastanza alla prova le nostre capacità investigative, dovendo badare a parecchie informazioni e dettagli, oltre che godere di diverse ambientazioni, a seconda del capitolo in cui ci troveremo. Solo grazie agli sfondi evocativi in cui è ambientata l’azione, avremo qualche chance di mantenere un po’ più alta la nostra attenzione, messa a dura prova durante la partita. In definitiva, The Raven Remastered porta con sé una certa novità come genere videoludico, un brio piuttosto smorzato però da un gameplay troppo lento, dovuto alla verbosità dei dialoghi e alla loro frequenza e quantità.

 

Da: QUI

 

Inserzionista Gregorio

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