La prova di The Conjuring House

(Trento)ore 08:25:00 del 15/10/2018 - Categoria: , Videogames

La prova di The Conjuring House

Durante lo sviluppo di The Conjuring House i ragazzi di Rym Games hanno messo sicuramente tanta passione.

 

In un genere inflazionato come quello dei survival horror, davvero in molti si ritrovano ormai a sgomitare per cercare spazio, per farsi notare tra la miriade di titoli – spesso mediocri o terribili – che affollano Steam. Al di là di pochi esperimenti riusciti, dei grandi nomi e di qualche titolo indipendente capace di emergere con decisione dalla massa, la saturazione e la mancanza di nuove idee iniziano seriamente a farsi sentire.

The Conjuring House di idee nuove non ne ha, e anzi vuole puntare con decisione su alcuni elementi classici che potremmo ascrivere direttamente alla categoria “gothic”: una casa stregata, scricchiolante e polverosa, un fantasma rancoroso che non ci dà mai pace e tanti, troppi jumpscare. Rym Games vuole andare sul sicuro, direte voi; ma io vi dico, senza troppi giri di parole, che di sicuro c’è solo una disfatta che fa ancora più paura del gioco stesso.

Man in the Dark

In The Conjuring House il protagonista viene inviato nell’antico e decadente maniero degli Atkinson per investigare su degli avvenimenti inusuali avvenuti in concomitanza della morte del proprietario. Una volta attraversato l’uscio, il malcapitato scoprirà suo malgrado di essere rimasto chiuso dentro, senza nessuna possibilità di fuga e con un donna demoniaca che gli dà incessantemente la caccia con l’intento di ucciderlo.

L’unico modo per liberarsi di questa inquietante presenza, da quanto si apprende su dei manoscritti legati all’occulto trovati proprio dentro l’abitazione, è trovare cinque artefatti e distruggerli. Quattro di essi sono ben raffigurati e hanno delle fattezze particolari ma immediatamente riconoscibili, mentre l’ultimo è una vera e propria incognita. Starà a voi giocatori riuscire a trovarli mentre fuggite dall’entità che apparirà senza preavviso, in maniera del tutto casuale e senza lasciarvi alcuno scampo.

Come i nastri delle macchine da scrivere del primo storico Resident Evil, qui la torcia gioco un ruolo fondamentale per proseguire nel corso dell’avventura, e purtroppo gli sviluppatori avrebbero dovuto prestare maggiore attenzione alla faccenda. La torcia non ha energia infinita perché, come accade nella realtà, la sua “vita” dipende dalle batterie. In ogni area di gioco ci sono soltanto un preciso numero di esse e, esaurite quelle che si posseggono, ci si ritrova praticamente costretti a riavviare la partita al checkpont più vicino. In pratica, spesso il primo giro di perlustrazione si conclude con un buio assoluto, un’oscurità contro la quale non si può nulla, se la gestione delle batterie è stata sbagliata (magari qualche fiammifero o un accendino, ogni tanto, no?!).

Abbiamo accennato alla presenza di diversi bug e glitch all’interno di The Conjuring House e vogliamo sottolinearlo, a scanso di equivoci: in determinate situazioni di gioco siamo stati costretti a ripartire da un salvataggio precedente a causa di fantasmi che si “incastravano” nello scenario e per oggetti che avrebbero dovuto essere interattivi ma che, in quel momento, non volevano saperne di “attivarsi”, lasciandoci di fatto bloccati all’interno dell’immensa villa, senza poter fare nulla. A tutto ciò si unisce un frame-rate ballerino: la gestione di luci e ombre è sicuramente riuscita, e crea un effetto visivo notevole, ma il motore grafico fatica a stare al passo; soprattutto quando si sarà costretti a scappare via da determinate creature maligne, l’incubo sarà prima di tutto quello di riuscire a capire cosa accade a schermo, prima di cercare di salvarsi la vita. Verrebbe da dire: più “horror” di così…

Durante lo sviluppo di The Conjuring House i ragazzi di Rym Games hanno messo sicuramente tanta passione. Da sola, purtroppo, non può bastare. Lo stile grafico è riuscito e le atmosfere horror si respirano ad ogni passo. Ma l’esperienza complessiva è rovinata da un ritmo di gioco mostruosamente lento, da una quantità eccessiva di enigmi  sempre uguali (trova la chiave, apri la porta) e una preoccupante presenza di bug e glitch di varia natura. Questo titolo è un incubo, senza dubbio, ma non sempre per i giusti motivi. Lo consigliamo soltanto agli appassionati del genere.

 

Inserzionista Alberto

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