La prova di Predator Hunting Grounds

(Milano)ore 21:50:00 del 04/09/2019 - Categoria: , Videogames

La prova di Predator Hunting Grounds

Ovviamente, mancando ancora diversi mesi prima dell’uscita del gioco ci auguriamo che il team Illfonic si rimbocchi seriamente le maniche, correggendo il gran numero di imperfezioni riscontrate in questo primo test giocabile (e magari dando una ritoccata

 

PREDATOR HUNTING GROUND ANTEPRIMA - Immaginate di essere in una foresta, parte di un gruppo di soldati d’élite con l’obiettivo di recuperare un carico di dati importante prima di fuggire verso la zona d’estrazione. Immaginate di trovarvi all’improvviso con le spalle al muro, braccati da una bestia che non si lascia scorgere, probabilmente a causa di una qualche forma di occultamento che la rende invisibile all’occhio umano. Immaginate che quella bestia sia Predator, e che il suo obiettivo sia quello di stanare ogni singolo membro della vostra squadra. Avrete ben chiaro il concept su cui si basa Predator: Hunting Grounds, il nuovo progetto in sviluppo presso gli studi IllFonic.

Dagli autori di Friday the 13th: The Game arriva uno sparatutto multiplayer asimmetrico che sarà lanciato il prossimo anno in esclusiva su PS4, sul quale abbiamo messo le mani in occasione di una presentazione a porte chiuse alla Gamescom 2019. Scoprite con noi di cosa si tratta.

PREDATOR HUNTING GROUND ANTEPRIMA - Dal punto di vista dei soldati – ognuno dotato di una classe ed armi differenti – Hunting Grounds si propone come un FPS dalle meccaniche di gioco piuttosto canoniche: si imbraccia un fucile, si mira, si spara a tutto ciò che si muove (Predator incluso). I vari obiettivi all’interno di una missione possono variare dal recupero di superstiti o documenti top-secret, sino al raggiungimento di punti di recupero specifici (con tanto di elicottero pronto a prelevarci). Tutto abbastanza nella norma e ad essere sinceri anche un tantinello mediocre (durante il nostro test pad alla mano ci sembrava infatti di star giocando a uno sparatutto in soggettiva del secolo scorso), esclusa forse la possibilità di cospargersi il corpo di fango al fine di non essere individuati dalla tecnologia termica dello yautja, proprio come accadeva durante lo scontro finale tra Schwarzy e il Predator nel film del 1987. Per il resto, durante l’hands-on il compito dei marines si è limitato a un semplice andirivieni per l’intera mappa di gioco (ambientata all’interno di giungla), uccidendo i vari NPC avversari e stando bene attenti a non essere avvistati dal Predator (mosso da un quarto giocatore).

PREDATOR HUNTING GROUND ANTEPRIMA - Poco sorprendentemente, le novità più interessanti arrivano proprio nel momento in cui decideremo di impersonare il collezionista di teschi umani proveniente dallo spazio. Questi può chiaramente saltare e arrampicarsi sugli alberi, utilizzare le lame retrattili applicate sul braccio e sparare con il potentissimo cannone al plasma. Ma non solo: il Predator può anche sfruttare la visione termica e diventare invisibile grazie alla tecnologia di mimetizzazione vista nei vari film. Ovviamente, l’utilizzo di queste abilità speciali consumerà la consueta barra di energia, la quale si ricaricherà da sola una volta che decideremo di riporre le nostre armi, magari dopo esserci nascosti in un luogo sicuro, lontano da occhi indiscreti. Se il sistema di controllo dei marines si fonda sul classico gameplay alla Call of Duty, ormai ben radicato nel DNA di chiunque giochi agli FPS, le meccaniche legate all’utilizzo del Predator ci sono parse invece tutt’altro che intuitive. L’arrampicata automatica, il salto e più in generale una mappatura dei controlli realmente complessa non ci ha permesso di goderci appieno la sessione di gioco nei panni dello yautja, tanto che sarebbe bastato un sistema di controllo più snello per evitare momenti di grande frustrazione.

Trattandosi di una versione pre-alpha, anche dal punto di vista meramente tecnico Predator: Hunting Grounds ci è parso un titolo davvero preistorico: 30 fotogrammi al secondo quasi mai stabili e un livello di dettaglio che sembra tranquillamente uscito da un gioco della passata generazione di console (ad essere generosi). Ovviamente, mancando ancora diversi mesi prima dell’uscita del gioco ci auguriamo che il team Illfonic si rimbocchi seriamente le maniche, correggendo il gran numero di imperfezioni riscontrate in questo primo test giocabile (e magari dando una ritoccata anche al sistema di controllo generale, il quale rischia di rendere il gioco ancora più frustrante dell’appena sufficiente Friday the 13th: The Game). I fan del Predator – e degli sparatutto multigiocatore asimmetrici – ringraziano anticipatamente.

 

Inserzionista Gregorio

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