La prova di Horrorfield

(Genova)ore 19:43:00 del 30/01/2019 - Categoria: , Videogames

La prova di Horrorfield

Tanto i modelli dei personaggi quanto l’estetica delle ambientazioni sono stati realizzati con cura, e sebbene non ci sia niente di eccelso, il gioco risulta comunque gradevole da vedere.

 

Non sono molti i titoli incentrati sul multiplayer asimmetrico; ancora meno sono quelli che riescono ad avere successo nel lungo periodo. Tra questi c’è senza dubbio Dead by Daylight: l’horror di Behaviour Interactive, uscito nel 2016 ed un anno dopo su Xbox One e PS4, continua a ricevere un buon successo di pubblico, con gli sviluppatori che non sembrano affatto intenzionati ad abbandonare la loro creatura, almeno per il futuro prossimo. Nei loro piani, però, non sembra esserci una versione mobile del titolo (nonostante il rilascio di Identity V, al cui sviluppo hanno contribuito e che si presenta come una sorta di erede spirituale): ed è questa la ragion d’esistere di Horrorfield, titolo dichiaratamente ispirato a Dead by Dailight e disponibile gratuitamente sugli store. Ma quanto ritroviamo del gioco originale in questo dichiarato rip-off?

Gameplay – Horrorfield

Il gameplay, come già anticipato, riprende le basi di Dead by Daylight. Da una parte abbiamo quattro sopravvissuti, il cui obiettivo è collaborare per attivare cinque generatori sparsi casualmente sulla mappa di gioco, per poi scappare attraverso il cancello elettronico così attivato; dall’altra il killer, il cui compito, semplicemente, è quello di fermare i sopravvissuti prima che possano fuggire alla sua carneficina. Dal menù principale possiamo scegliere il nostro ruolo: in entrambi i casi, sono disponibili molteplici sopravvissuti e molteplici killer tra cui scegliere, ciascuno dotato di caratteristiche uniche. Potremo inoltre equipaggiare il nostro personaggio con oggetti ed abilità aggiuntive, in modo da avere una fuga o una caccia più semplici durante le partite. Inizialmente avremo a disposizione soltanto un sopravvissuto per giocare: per sbloccare il nostro primo killer e gli altri personaggi rimanenti, dovremo disputare diverse sessioni di gioco e arrivare al giusto livello. Anche gli equipaggiamenti risultano inaccessibili fino al raggiungimento di un certo livello. E non sarebbe un male se vincere le partite da sopravvissuto non fosse così difficile: al momento, il gioco è pesantemente sbilanciato verso i killer, più veloci e avvantaggiati dall’assenza di veri e propri nascondigli per i sopravvissuti all’interno della mappa. Un difetto che, purtroppo, impatta molto negativamente sull’esperienza di gioco, al punto che i giocatori potrebbero desistere prima di arrivare a sbloccare potenziamenti per i loro personaggi. Certo, è possibile velocizzare i tempi ricorrendo all’utilizzo di denaro reale: elemento questo che, se unito alla difficoltà iniziale, rischia di avvicinare fin troppo il gioco ad un modello pay-to-win, almeno nelle sue prime battute.

Grafica – Horrorfield

Horrorfield abbandona la visuale in terza persona (o prima persona, per i killer) di Dead by Daylight in favore di una visuale isometrica.

Tanto i modelli dei personaggi quanto l’estetica delle ambientazioni sono stati realizzati con cura, e sebbene non ci sia niente di eccelso, il gioco risulta comunque gradevole da vedere. L’ispirazione all’originale di Behaviour Interactive, in ogni caso, è evidente fin dal menù di apertura, completamente identico a quello del titolo per PC e console. Anche il design dei personaggi segue lo stesso canone: i sopravvissuti hanno un design generico, con ciascun personaggio basato su un diverso stereotipo in voga nei film horror; i killer, invece, hanno un design più ricercato, ma se comparati a quelli visti in Dead by Daylight soffrono anch’essi di una fattura fin troppo generica, che fatica a farli rimanere impressi nella mente.

Networking

Horrorfield è giocabile esclusivamente in multiplayer online: fortunatamente, il networking è estremamente funzionante, grazie ad un matchmaking sempre rapido e ad una buona stabilità delle partite. Rapidi sono anche i tempi di caricamento: raramente dovrete aspettare più di un minuto per riuscire a disputare una partita.  Durante i numerosi incontri giocati non abbiamo rilevato particolari problemi di sorta; il matchmaking, inoltre, sembra prediligere l’abbinamento di giocatori dello stesso livello: una scelta che permette ai novizi di prendere mano con le meccaniche di gioco senza dover temere un rapido game over, e che al contempo permette ai veterani di avere sfide più impegnative.

Da: QUI

 

Inserzionista Luca

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