La prova di From the Ashes

(Bari)ore 14:05:00 del 20/07/2018 - Categoria: , Videogames

La prova di From the Ashes

Successivamente, Marius ci guiderà attraverso le necessità di Pribyslavits, supportandoci nelle procedure di ricostruzione e dandoci delle altre missioni da affrontare per continuare i lavori

Un titolo che abbiamo ed avete amato oppure odiato, che è stato accolto e/o rigettato, ma che in un modo o nell’altro è qui per rimanere.

Lo dimostrano i tanti aggiornamenti che Warhorse Studios ha prodotto per il titolo che, come abbiamo avuto modo di verificare personalmente durante la prova del DLC, hanno trasformato notevolmente l’ossatura tecnica del titolo, ben lontana da quella che era lo scorso febbraio. Lo stesso From the Ashes, il DLC che abbiamo analizzato, è solo il primo di una serie di contenuti aggiuntivi che verranno pubblicato nel corso dell’anno, a dimostrazione che Warhorse Studios non vuole proprio mollare la presa.

From the Ashes, però, è un DLC che spreca l’occasione di farci tornare con gioia nella Boemia di Kingdom Come: Deliverance, perché nonostante delle premesse interessanti, il contenuto aggiuntivo è minato da delle ingenuità difficili da ignorare.

L’idea di From the Ashes non è affatto nuova, ma non per questo carente. Il DLC ci pone di fronte alla possibilità di ricostruire il villaggio di Pribyslavits che, come saprà chi ha completato (o almeno giocato fino ad un certo punto) il titolo, viene investito da un evento abbastanza traumatico. Ser Divish incaricherà il nostro prode Henry di occuparsi della cosa, nominandolo di fatto balivo della città. Ma Talmberg, il villaggio di Ser Divish, è in condizioni ancora pietose, pertanto i groschen del nobile dovranno essere tutti investiti per Talmberg, e sarà Henry a dover tirare fuori la pecunia necessaria per i lavori.

Il contenuto può essere avviato quindi dopo un certo evento della storia, oppure direttamente dopo l’epilogo. Ecco, questo è il primo, e forse più grande, problema di From the Ashes. Ricostruire il villaggio è infatti una questione di soldi, e nient’altro. Quindi, un giocatore che arrivato alla fine di Kingdom Come: Deliverance avrà messo da parte probabilmente una montagna di groschen, non avrà fatica, ed anzi potrebbe trovare molto tediante tutte le dinamiche di gioco del contenuto. La prima cosa da fare è trovare Marius, il locatore di Ser Divish, che sarà invischiato in una situazione spinosa dalla quale dovremmo liberarlo con maniere più o meno forti. Successivamente, Marius ci guiderà attraverso le necessità di Pribyslavits, supportandoci nelle procedure di ricostruzione e dandoci delle altre missioni da affrontare per continuare i lavori. Dopo una prima parte lentissima, ma davvero inutilmente lenta, in cui accompagneremo Marius in ogni angolo della porzione di territorio solo per ascoltargli dire “Mh, qui potremmo costruire questo”, finalmente From the Ashes ci permette di fare qualcosa di più attivo. Per modo di dire, almeno

Per certi aspetti From the Ashes non sembra essere un completo disastro e sulla carta ha qualche elemento interessante. Ad esempio è possibile costruire edifici di diversi stili in base all'architetto che si decide di assumere. Dopo la ricostruzione si ottengono delle risorse valide come dei nuovi cavalli e qualche oggetto più potente della media (acquistabile dai negozi). Inoltre ci sono le dispute, ossia Henry è chiamato a risolvere i problemi dei cittadini facendo delle scelte (sostanzialmente si tratta di dialoghi a scelta multipla). Il bello, però, finisce qui. Alla lunga si viene travolti dai tanti limiti che finiscono per ammazzare completamente anche gli elementi migliori: il diverso aspetto degli edifici non cambia nulla a livello di gestione e funzionalità degli stessi; le nuove risorse fanno piacere, ma sono superflue, mentre risolvere i problemi dei cittadini è un'attività fine a sé stessa che non ha alcun impatto sul resto del mondo di gioco. Insomma, dovreste aver capito cosa intendevamo a inizio articolo quando parlavamo di senso d'incompletezza e di sostanziale inutilità: From the Ashes sembra essere stato appiccicato al gioco, più che pensato per arricchirlo. Speriamo che i futuri DLC di Kingdom Come: Deliverance siano migliori.

Inserzionista Alberto

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