La prova di Feudal Alloy

(Torino)ore 23:07:00 del 25/01/2019 - Categoria: , Videogames

La prova di Feudal Alloy

Tutti i progressi erano stati cancellati. Ricominciai da capo senza interruzioni e finii completamente l’alpha demo in un paio d’ore.

 

Quello dei battle royal non è affatto il genere più in voga in questo momento. Tutte menzogne di una cospirazione dell’industry videoludica che cerca di mascherare la vera epidemia che sta contagiando tutte le piattaforme e di cui ancora non si è scoperta la cura. Per chi non lo avesse ancora capito sto parlando dei metroidvania, un sottogenere nato negli anni ‘80 con i vari Castelvania e Metroid – e da cui deriva ovviamente il nome – e tornato alla ribalta nell’ultimo periodo grazie alla crescente attenzione dovuta principalmente alla scena indie.

Vado giusto a memoria e cito i primi che mi vengono i mente: i due Guacamelee, La-Mulana, The Messenger, Dead Cells, Celeste, Hollow Knight, Ori and the Blind Forest e la lista potrebbe proseguire a lungo andando all’indietro anche di non molti anni, una sconfinata sequela di percorsi da scoprire, poteri da sbloccare, piattaforme su cui saltare e gli immancabili ringraziamenti coloriti ai vari santi del calendario dopo l’ennesima morte. L’elenco degli invitati si allarga ora con Feudal Alloy, per l’appunto un metroidvania con ambizioni ruolistiche sviluppato dal team ceco di Attu Games.

Le avventure di Attu in Feudal Alloy

La vita per Attu – che fantasia nella scelta dei nomi eh?! – non è affatto facile. Il protagonista del gioco ha davanti a sé non una, ma ben due sfide dalle notevoli proporzioni. La prima è ovviamente quella intrinseca del gioco. Basta un semplice incipit narrativo utile per dare il via al pericoloso pellegrinaggio del robot, prima mite contadino e custode di un improbabile ospizio per robot anziani, ora eroe senza macchia e senza paura al disperato inseguimento di un gruppo di banditi tutti bulloni e ferraglia che hanno saccheggiato il ricovero e rubato l’indispensabile olio per gli stanchi ingranaggi di attempati ammassi ferrosi.

Contrariamente a ciò che si possa pensare, specialmente per chi ha provato la demo, la mancanza di storia è stata una piacevole sorpresa. Non si è sentita la mancanza di una lore che ci accompagnasse durante la nostra avventura: siamo semplicemente un pesce dentro un robot che si fa largo fra nemici piccoli e grandi, in un ambientazione medievale.

Un mix di elementi che possono farti intuire una storia dietro, ma che non da niente di confermato, tranne le info scritte su Steam. Infatti, viene riportato che siamo Attu, un agricoltore che viveva in una casina tra i campi di girasole. Un giorno dei banditi incendiano la sua casa e lui è costretto a scappare per i boschi, riuscendo a prendere la sua vecchia spada per riuscire a difendersi. Effettivamente, all’inizio della partita, ci troveremo direttamente in un bosco, ma non ci sono elementi che riescono a confermarmi ciò che viene riportato. Neanche tramite degli stendardi dove il creatore ci avverte di alcune piccole cose, come il fatto che non ci saranno dialoghi e non ci saranno achievements da sbloccare.

Oltre ciò, non viene spiegato il perché viene mostrato un castello sullo sfondo del menù. Che sia la destinazione nel gioco finale? Vedremo molto verde, molte piattaforme dei classici platform, ma niente che possa far pensare a un castello.

Una cosa piacevole è il fatto che è possibile trovare percorsi segreti per raggiungere vie che portano da tutt’altra parte, e porte che sono bloccate da barre rosse impossibili da buttare giù con la spada. Presumibilmente verranno sbloccate nel gioco conclusivo. Più volte ho cercato di buttare giù quelle sbarre, ma senza successo, rimanendo con un pugno di mosche in mano e una via di ritorno da ripercorrere.

Spiegabile e Inspiegabile

Oltre alla storia assente, però, ci sono altri elementi oscuri e misteriosi a cui non veniamo a capo. In questa alpha demo dobbiamo raccogliere degli ingranaggi e pezzi che sembrano far parte di robot nemici che potrebbero servirci; a cosa potrebbero essere utili? Durante il gioco non ho trovato la loro presenza utile, se non per il fatto che hanno scatenato in me la voglia di diventare un’Allenatrice di Ingranaggi e di acchiapparli tutti. Vengono semplicemente collezionati e questo mi ha lasciato molti dubbi.

E alcune domande riguardano proprio il sistema di salvataggio presente in maniera relativa nel gioco. Infatti, durante la partita, troveremo sporadicamente delle colonne che ci permetteranno di mettere al sicuro i progressi fatti… in maniera alquanto teoria, però. Perché è vero che quando moriremo finiremo nel punto salvato, ma dovremo ricomprare gli oggetti presi, dovremo sconfiggere di nuovo i nemici e recuperare i famosi e fantomatici ingranaggi che saranno diversi ogni qual volta che si sconfigge il robot di turno. Oltre a ciò, se andremo a chiudere Feudal Alloy per riprenderlo in mano subito dopo, scopriremo che dovremmo ricominciare da capo e che il gioco, quindi, non salva la partita corrente ma solo le azioni fatte in quel preciso momento. Un discorso contorto, in molte sue parti oscuro, ma è così; quando scoprii questo è stato quando dovevo staccarmi dal PC per un imprevisto in cucina – no, non vi preoccupate, niente è andato a fuoco – e dovetti chiudere la partita con la convinzione di riprendere poi da dove avevo salvato. Errore! 

Tutti i progressi erano stati cancellati. Ricominciai da capo senza interruzioni e finii completamente l’alpha demo in un paio d’ore. Molto breve come demo, molto sintetica – nonostante sia stato apprezzato -, ma la mancanza di salvataggio è stata comunque una grandissima pecca che, personalmente, doveva esserci. Come sarà, quindi, la versione finale? Anch’essa sarà con questo metodo? Se la risposta sarà sì, molto probabilmente verrà considerato un rage game, indipendentemente dal fatto che, all’inizio della partita, il tutto riesca a darti un piacevole rilassamento per aumentare di difficoltà nel corso del tempo.

 

Inserzionista Gerardo

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