La prova di Borderlands Game of the Year Edition

(Potenza)ore 16:07:00 del 08/04/2019 - Categoria: , Videogames

La prova di Borderlands Game of the Year Edition

Al contrario, alcune delle caratteristiche del gameplay di cui abbiamo parlato anche precedentemente richiedevano uno svecchiamento.

 

Con la ‘memorabile’ presentazione di qualche giorno fa abbiamo dato il benvenuto al nuovo Borderlands 3, titolo che sbarcherà sulle principali piattaforme di gioco il prossimo 13 settembre. Questo significa che molto presto torneremo in quel di Pandora – e non solo – per soddisfare la nostra voglia viscerale di loot, ma, se l’attesa dovesse rivelarsi troppo snervante, i fan del folle sparatutto di Gearbox troveranno in Borderlands: Game of the Year Edition un’ottima distrazione. 10 anni dopo, l’acclamato primo capitolo torna su PC con la versione più completa mai realizzata e debutta sulle console di ultima generazione, per una seconda overdose post-Handsome Collection.

Gli utenti di PS4 Pro e Xbox One X potranno godere di tutti i vantaggi previsti dal trattamento Remastered, quali la risoluzione 4K, il supporto all’HDR e un framerate ancorato ai 60 fotogrammi al secondo. D’altro canto, gli aficionado di mouse e tastiera avranno a che fare con un upgrade meno sostanzioso, almeno sul fronte tecnico.

Borderlands: il primo sbarco su Pandora

Coloro che avevano acquistato Borderlands su Steam potranno aggiornare la propria copia all’edizione Game of the Year in maniera del tutto gratuita. Un’ottima notizia per i giocatori PC, che guadagnano un motivo in più per ritornare nelle aride lande di Pandora e collezionare decine di migliaia di armi, a scapito dei soliti sfortunati predoni. Certo, il ‘gap’ che separa l’ultima versione da quella originale è meno evidente rispetto a quello su console – dato il distacco generazionale – ma gli utenti avranno comunque accesso a diversi benefici, anche per quanto concerne lo stesso gameplay.

Apriamo allora una brevissima parentesi sulla veste grafica, migliorata solo lievemente da una maggiore definizione di texture e ombre e da colori più vividi. Non ci siamo imbattuti in particolari balzi tecnici, ma va detto che, anche a distanza di 10 anni, è sempre un piacere rifarsi gli occhi sulla peculiare estetica di Borderlands, qui preservata in tutta la sua fumettosa bellezza. Insomma, gli utenti non noteranno grosse differenze tra i settaggi Alti e Ultra, ma potranno comunque osservare qualche aggiunta più o meno vistosa nel corso della propria partita.

Ecco dunque che salta all’occhio la presenza di una minimappa, presa in prestito da Borderlands 2 per colmare una delle principali lacune del primo episodio. Esatto, non dovrete più consumare il tasto Tab per importunare la mappa di gioco: ora basterà volgere lo sguardo verso l’angolo superiore della schermata per scoprire la posizione del vostro prossimo obiettivo e quella dei punti d’interesse nelle immediate vicinanze. Meno rilevante ai fini del gameplay è invece la nuova animazione con cui l’Angelo si paleserà ai nostri occhi, rimpiazzando le sequenze originali in live-action con inedite clip digitali. Peccato, un po’ ci eravamo affezionati.

Annunciata a meno di una settimana dal suo arrivo sul mercato, la remastered del primo Borderlands è qualcosa che in tanti si aspettavano sarebbe prima o poi arrivata. Come già detto, il titolo soffre di alcune di ingenuità da capostipite (sia di serie che di genere), che lo ha portato negli anni a sentire il peso dell'età. Per questo, nonostante sia ancora pieno di persone che giocano quotidianamente al secondo capitolo, ciò non accade con l'originale. Questo lavoro di rimasterizzazione infatti, sarebbe dovuto servire a rimettere in carreggiata il gioco non solo dal punto di vista tecnico. A dirla tutta, graficamente Borderlands, complice la scelta di un cel shading molto marcato, non necessita di questo grande lavoro per risultare godibile anche a distanza di dieci anni. Al contrario, alcune delle caratteristiche del gameplay di cui abbiamo parlato anche precedentemente richiedevano uno svecchiamento. Ecco quindi che in questa nuova versione troviamo: la mini mappa sullo stile di Borderlands 2, fondamentale per tenere bene a vista le proprie possibilità di spostamento; una selezione di sei nuove armi leggendarie; una revisione totale a tutto il sistema di generazione del bottino, così da regalare più varietà e possibili build; l'aggiunta della meccanica dei codici shift e delle casse d'oro e, come se non bastasse, il totale rimaneggiamento del boss finale, riconosciuto all'unanimità come poco adeguato al resto dell'avventura.

Proprio per questo il team ha deciso di tornarci sopra, riscrivendo buona parte delle sue routine di intelligenza artificiale, facendo in mondo che la sfida si rivelasse adeguata. A leggere tutto questo ben di dio, non si può negare che Gearbox si sia messa d'impegno a svecchiare la sua creatura. In attesa del terzo capitolo, in uscita il prossimo 19 settembre, questa resta una gradita aggiunta sul percorso di marcia. Purtroppo non riusciamo ad essere ugualmente positivi in merito al restauro tecnico. Se è vero che sul fronte artistico il cel shading regge, come abbiamo scritto poco sopra, e il rimaneggiamento di texture e dettagli si nota ad ogni passo, impreziosendo il gioco e rendendolo quasi indistinguibile dal suo sequel, non si può essere altrettanto soddisfatti dalle prestazioni. In alcune fasi concitate il framerate tende a crollare, finendo per generare anche dei fastidiosi artefatti sonori, che infatti rappresentano l'elemento meno riuscito della produzione. Tutto il mix dell'audio è di livello infimo, portandovi ben presto ad abbassare drasticamente i volumi, per evitare di diventare stupidi cercando di ascoltare qualcosa in gioco. Alcuni problemi sono riscontrabili anche dal punto di vista del lag, che in cooperativa si fa sentire spesso, anche avendo tutti connessioni molto performanti. Questo si traduce in danni che vengono conteggiati in ritardo e qualche strano e saltuario "effetto elastico"

 

Inserzionista Gerardo

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