Jobs Act: il lato oscuro da sapere

BOLOGNA ore 14:16:00 del 21/03/2016 - Categoria: Denunce, Lavoro, Politica - Renzi

Jobs Act: il lato oscuro da sapere

“Non credo che ci sia schiavitù o barbarie in Italia. La mia posizione sull’ordine dei giornalisti è nota: io sarei per abolirlo”.

Renzi: “Grazie a me tutti hanno un lavoro, 2015 meglio del previsto”

È il solito Matteo Renzi quello che sale sul podio durante la tradizionale conferenza stampa del 2015. Davanti ai giornalisti italiani, il premier si pavoneggia, snocciola dati e slide, si vanta di quello che ha fatto, senza dire una parola – almeno fino a che i presenti non hanno sollevato la questione – sulle grane affrontati e da affrontare, come l’ultimo scandalo banche.

E poteva forse non vantarsi del Jobs act? Certo che no: “Il tasso di disoccupazione è ancora molto altro, troppo alto, ma è all’11,5%”, ha sottolineato, “Quando ti capita di essere fermato da un ragazzo che ti dice ti ringrazio perchè ho un contratto a tempo indeterminato ti rendi conto che tante polemiche sul jobs act hanno visto il 2015 portare un po’ di chiarezza, ci sono più tutele non meno tutele”.

“Il 2015 è andato meglio del 2014″, ha detto Renzi, “È andato meglio delle nostre previsioni nel 2014: lo dice la realtà dei fatti. È stato un buon anno. Ha visto in alcune delle principali sfide un segno che torna positivi. Si diceva che l’Italia era in stagnazione perenne: se guardiamo dati vediamo che il segno più torna a crescere: era previsto lo 0,7% e siamo allo 0,8”.

Inevitabile il capitolo Rai e media: “Rispetto alla questione della Rai, poche volte ho visto Cda con così tanti giornalisti”, ha detto il premier, “Se c’è una cosa che questa maggioranza parlamentare ha fatto è stato di dare la Rai a persone esperte e competenti”. E al presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, che aveva parlato di schiavitù da parte di alcuni editori, ha risposto: “Non credo che ci sia schiavitù o barbarie in Italia. La mia posizione sull’ordine dei giornalisti è nota: io sarei per abolirlo”.

Ma è sulla legge elettorale che il premier gonfia le piume: “È stata un passaggio difficile e comunque un capolavoro parlamentare”, dice, aggiungendo che un referendum in merito sarà indetto probabilmente il prossimo ottobre e che se dovesse perdere si dimetterà: “O si fanno le riforme o ho fallito da politico”.

Persino le questioni ancora sul tavolo Renzi le considera cosa fatta: “Sui decreti di attuazione dellariforma della Pa partiremo a gennaio”, ha promesso, “Avremmo preferito a dicembre ma non ci siamo riusciti, ma la responsabilità non è del ministro. Da gennaio ad agosto chiuderemo tutti i decreti di attuazione”.

Inserzionista Luca

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