Ecco Android Pie: il nuovo OS di Google!

(Bologna)ore 23:07:00 del 08/08/2018 - Categoria: , Tecnologia

Ecco Android Pie: il nuovo OS di Google!

Più semplice, più intelligente e in grado di mantenere il nostro benessere digitale. L'intervista in esclusiva a uno degli sviluppatori

«Pie, simply pie». Smentite le indiscrezioni. Niente gelato al pistacchio, niente ghiacciolo. Il nome del nuovo Android sarà pie, torta. Il sistema operativo di Google, presente nell'86% degli smartphone, rimane fedele alle sue tradizioni culinarie ma lancia a utenti e competitor un messaggio chiaro. Il nuovo Android sarà semplice e in grado di essere apprezzato da tutti, come una torta fatta in casa. Google inizia a sfornare dolci nel febbraio 2009, quando sceglie di chiamare versione 1.1 di Android con il nome di Petit Four, un tipo di pasticcini francesi.

L'aggiornamento successivo viene battezzato Cupcake e da qui tutte le nuove versioni di Android sono state associate a dei dolci, seguendo un rigoroso ordine alfabetico. Quella attuale si chiama Oreo, come il biscotto formato da due cialde al cioccolato unite da una crema di vaniglia. Android Pie è quindi l'ultimo manicaretto di casa Google, una delizia che gli utenti cominceranno ad assaggiare da stasera, 6 agosto, data del rilascio ufficiale. Andrei Popescu dirige il team di ingegneri Android con base a Londra. È lui, in un'intervista esclusiva al Corriere della Sera, a guidarci alla scoperta del nuovo sistema operativo: «Abbiamo scelto questo nome perché tutti amano le torte. Quando è iniziato il progetto per creare questa nuova versione di Android ci siamo concentrati su tre obiettivi: facilità di utilizzo, intelligenza e benessere digitale».

Meno gesti: le nuove forme di swipe

Il sistema di navigazione è cambiato. È questa una delle prime caratteristiche notate dagli utenti che nei mesi scorsi hanno scaricato la versione beta, quella di prova, di Android Pie. «Il nuovo sistema di navigazione – continua Andrei Popescu – rende più semplice per l'utente accedere alle app che ha utilizzato di recente». Facendo uno swipe laterale, ossia trascinando lo schermo di lato, si accede a una serie di schermate in cui si possono facilmente recuperare le app aperte e, quindi, muoversi in modo rapido tra le applicazioni più usate. Nelle versioni di prova si è visto come i tasti tradizionali presenti in fondo alla schermata del telefono siano stati sostituiti da una piccola barra orizzontale. Trascinando questa barra verso l'alto è possibile approdare nel drawer, il contenitore che raccoglie tutte le app installate nel nostro dispositivo.

Un sistema più intelligente: riconoscere i testi

Rendere le macchine in grado di imparare. È questa la frontiera che gli sviluppatori di tutto il mondo stanno cercando di rincorrere e Android Pie non fa eccezione, come conferma Andrei Popescu: «Abbiamo potenziato la tecnologia del machine learning per rendere più veloci le operazioni compiute dei nostri utenti. Facciamo un esempio: Android Pie è in grado di riconoscere un indirizzo presente nel testo di un messaggio. Basterà cliccare su questo indirizzo per collegarsi direttamente a Google Maps, vedere dove si trova e impostare la navigazione». Un altro caso in cui sono applicate le tecnologie del machine learning è la regolazione della luminosità. Nell'ultima versione di Android, era lo smartphone a decidere come regolare l'intensità della luce emessa dallo schermo in base a quella ambientale. Ora questo sistema è migliorato. Il dispositivo regolerà comunque la sua luminosità in base a quella presente all'esterno, ma noi potremo decidere di volta in volta di apportare piccole modifiche che poi verranno ricordate dal sistema. Ad esempio, Android Pie potrà ricordarsi che la sera vogliamo una luminosità che sia esattamente al 10%.

Benessere digitale: il timer per le app

«La tecnologia di qualità non dovrebbe distrarre dalla vita, ma migliorarla». Questa è la prima frase che si legge su wellbeing.google, il portale che spiega cosa fa la società di Mountain View per garantire che i suoi utenti abbiamo un rapporto equilibrato con la tecnologia. Nel nuovo sistema operativo di Google ci sarà la possibilità di monitorare per quanto tempo usiamo le app. Una volta analizzato il nostro rapporto con lo smartphone, potremo scegliere di darci delle regole per gestire al meglio il tempo passato davanti allo schermo, esattamente come succede con l'ultimo aggiornamento di Facebook. «Puoi definire un limite per ogni applicazione. Quando il limite viene raggiunto, il telefono mostra una notifica. Ovviamente puoi andare avanti e usare ancora l'applicazione, ma sarai cosciente di aver superato il limite che tu stesso hai imposto». Android Pie permetterà anche agli utenti di colorare lo schermo del loro telefono con una scala di grigi. Ottimo per non stancare gli occhi prima di addormentarsi.

Batteria: come risparmiare la carica

Si chiama battery drain, perdita di batteria, ma chi studierà la società digitale del terzo millennio potrà definirla “ansia da presa di corrente”. Uno dei problemi con cui combattono ancora molti smartphone è l'incapacità di riuscire a gestire la batteria per resistere un giorno interno, una complicazione contro cui gli ingegneri di Google non possono fare miracoli.  «Se tu giochi tutto il giorno con lo smartphone o passi il tempo a guardare i video, quello che possiamo fare per conservare la carica della batteria è ben poco. In questa versione di Android abbiamo introdotto comunque alcune novità, come la capacità di concentrare la batteria sulle funzioni più importanti privilegiando le app che vengono utilizzate di più e dedicando meno energia a quelle che non apriamo mai».

Da: QUI

Inserzionista Gregorio

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