Come Coca Cola, Pepsi e Nestle' inquinano il pianeta: ecco come

(Campobasso)ore 20:45:00 del 15/10/2018 - Categoria: , Ambiente, Denunce

Come Coca Cola, Pepsi e Nestle' inquinano il pianeta: ecco come

Appartengono a Coca-Cola, Pepsi e Nestlé la maggior parte dei contenitori e imballaggi usa e getta identificati nel corso di 239 attività di pulizia e catalogazione dei rifiuti – brand audit – condotti in 42 Paesi e sei continenti da Break Free From Plast

Appartengono a Coca-Cola, Pepsi e Nestlé la maggior parte dei contenitori e imballaggi usa e getta identificati nel corso di 239 attività di pulizia e catalogazione dei rifiuti – brand audit – condotti in 42 Paesi e sei continenti da Break Free From Plastic, la coalizione internazionale di cui fanno parte più di mille organizzazioni, tra cui Greenpeace.

Dalla catalogazione di oltre 187 mila rifiuti in plastica, sono stati identificati migliaia di marchi i cui imballaggi sono principalmente monouso. In particolare, gli imballaggi in plastica usa e getta appartenenti a Coca-Cola sono risultati i più comuni su scala globale e sono stati identificati in 40 dei 42 Paesi in cui le attività di brand audit sono state svolte.

«I brand audit offrono una prova innegabile del massiccio contributo delle grandi multinazionali alla grave crisi globale dell’inquinamento da plastica», afferma Von Hernandez, coordinatore globale della coalizione Break Free From Plastic. «Continuando ad inondare il mercato con enormi quantità di imballaggi in plastica usa e getta, queste aziende sono responsabili dello stato di contaminazione del Pianeta. È il momento che le grandi multinazionali si assumano le proprie responsabilità e la smettano di colpevolizzare i cittadini per l’utilizzo dei loro prodotti inquinanti e, il più delle volte, inutili e superflui».

L’applicazione del protocollo del Brand Audit, oltre a prevedere la raccolta di tutti i rifiuti, permette la catalogazione dei rifiuti in plastica e la loro suddivisione per tipologia di plastica (polimero) e, laddove possibile, l’identificazione del marchio di appartenenza. Nel complesso, il polistirolo, che non è riciclabile nella maggior parte delle nazioni, è risultato il tipo più comune di plastica, seguito da vicino dal PET (Polietilene Tereftalato), una tipologia di plastica utilizzata su scala globale per produrre bottiglie, contenitori e altri imballaggi usa e getta.

Gli audit, condotti dalla coalizione Break Free From Plastic, hanno rilevato che Coca-Cola, PepsiCo, Nestlé, Danone, Mondelez International, Procter & Gamble, Unilever, Perfetti van Melle, Mars Incorporated e Colgate-Palmolive sono stati, nell’ordine, i marchi individuati con maggior frequenza. In Italia Greenpeace ha condotto 11 attività di pulizia e catalogazione dei rifiuti in plastica in undici spiagge, tra cui Bari, Napoli, Genova, Trieste, Palermo, Pisa e Chioggia. Di tutti i rifiuti in plastica di cui è stato possibile identificare i marchi di appartenenza, gli imballaggi e contenitori più comuni sono riconducibili a Coca Cola, San Benedetto, Ferrero e Nestlé.

«I nostri mari pagano il prezzo della dipendenza delle multinazionali del cibo e delle bevande dalla plastica usa e getta», dichiara Chiara Campione, responsabile della Corporate Unit di Greenpeace Italia. «Grazie ai risultati dei brand audit, possiamo finalmente indirizzare le responsabilità nella giusta direzione, e chiedere alle grandi aziende di non utilizzare la plastica monouso per confezionare i propri prodotti», conclude.

Nei mesi scorsi Greenpeace ha lanciato una petizione (no-plastica.greenpeace.it), sottoscritta da quasi due milioni di persone in tutto il mondo, con cui chiede ai grandi marchi come Coca-Cola, Pepsi, Nestlé, Ferrero, Unilever, San Benedetto, Procter & Gamble e McDonald’s di assumersi le proprie responsabilità, partendo dalla riduzione di contenitori e imballaggi in plastica monouso immessi sul mercato.

Da: QUI

 

Inserzionista Gerardo

ALTRE News
Medioevo periodo buio? Solo gli IGNORANTI possono dirlo!
Medioevo periodo buio? Solo gli IGNORANTI possono dirlo!
(Campobasso)
-

Quando si pensa al Medioevo vengono in mente carestie e pestilenze, soprusi e guerre, cavalieri, servi della gleba sotto lo stretto giogo di monarchi e feudatari, torture, monaci mistici, papi, inquisizione, ignoranza, superstizione, mille e non più mille
Quando si pensa al Medioevo vengono in mente carestie e pestilenze, soprusi e...

Qualita' dell'aria in Italia: le citta' PEGGIORI
Qualita' dell'aria in Italia: le citta' PEGGIORI
(Campobasso)
-

Dal secondo rapporto di MobilitAria 2019, che ha analizzato la qualità dell’aria di 14 città metropolitane tra cui Milano, Torino, Palermo e Napoli, si è evinto che si sta registrando un miglioramento.
Dal secondo rapporto di MobilitAria 2019, che ha analizzato la qualità...

BUGIA DEF, crescita ZERO. Cominciamo a DIRE LA VERITA' agli italiani
BUGIA DEF, crescita ZERO. Cominciamo a DIRE LA VERITA' agli italiani
(Campobasso)
-

Il Def era una bugia, come tutti i precedenti. Le clausole di salvaguardia ci hanno lasciato in eredità un debito Iva spaventoso
A meno che accada qualcosa di, contemporaneamente, eclatante ed imprevisto,...

FALLIMENTO JUVE: perche' nessuno GIORNALAIO ha il CORAGGIO di ammetterlo?
FALLIMENTO JUVE: perche' nessuno GIORNALAIO ha il CORAGGIO di ammetterlo?
(Campobasso)
-

FALLIMENTO JUVENTUS - Da Ronaldo a Cancelo, tanti soldi per nulla
Celebriamo l’Ajax perché è giusto: una squadra forte e bella, giovane ed...

La castrazione chimica? Inutile e sbagliata!
La castrazione chimica? Inutile e sbagliata!
(Campobasso)
-

Dopo la notizia dell’arresto dello stupratore di una barista a Piacenza, il tweet del Ministro degli Interni, Matteo Salvini, ha riaperto la discussione sulla castrazione chimica.
Dopo la notizia dell’arresto dello stupratore di una barista a Piacenza, il...



Notizie di Oggi | Contatti | Sitemap articoli

2013 Notizie di Oggi - Tutti i diritti riservati