Captain Tsubasa Dream Team, provato

(Roma)ore 19:37:00 del 13/01/2018 - Categoria: , Videogames

Captain Tsubasa Dream Team, provato

Che il gioco si rivolga in particolar modo ai fan più assidui (e meno agli spettatori della domenica) è evidente anche dal decente lavoro di localizzazione in italiano il quale, eccezion fatta per qualche evitabile strafalcione, conserva i nomi originali

Captain Tsubasa è uno degli anime che hanno fatto la storia dei palinsesti italiani, crescendo un'intera generazione di giovani telespettatori appassionati di calcio. Tratto dal manga di Yoichi Takahashi, il cartone animato è stato sottoposto qui da noi a un adattamento che ha modificato tutti i nomi dei personaggi, lasciando fortunatamente intatto il resto. Tsubasa Oozora è stato dunque trasformato in Oliver Hutton, l'infallibile portiere Genzo Wakabayashi è diventato Benji Price e il loro temibile rivale, Kojiro Hyuga, è stato ribattezzato Mark Lenders. Scelte comprensibili sul piano commerciale, ma che non potranno che creare qualche difficoltà a chi vorrà cimentarsi con Captain Tsubasa: Dream Team, il nuovo mobile game sviluppato da Klab e basato per l'appunto sul manga pubblicato in Giappone a partire dal 1981

Il gioco è infatti approdato su App Store e Google Play con una localizzazione in italiano per quanto concerne i testi, ma i nomi dei personaggi sono rimasti quelli giapponesi e non sarà dunque semplice identificare tutte le figure che compaiono nel corso della campagna in single player, ispirata alla storia originale. Ad ogni modo, gli elementi che hanno determinato il successo della serie sono tutti presenti, con una spettacolarizzazione estrema di ciò che accade dentro al campo di calcio: la medesima chiave di lettura che Inazuma Eleven ha fatto propria e saputo sviluppare nel migliore dei modi. Una volta lanciata l'applicazione, è possibile cimentarsi con la Storia, la Serie o le Partite Online, sebbene le ultime due modalità si sblocchino solo dopo aver raggiunto rispettivamente il terzo e il settimo livello d'esperienza. Non manca un sistema di achievement che premia il completamento di una vasta gamma di azioni, nonché gli elementi freemium, rappresentati dalla presenza di un indicatore di energia che si consuma con le partite, dalle valute virtuali e reali, nonché dall'esigenza di sbloccare i giocatori per la propria squadra attraverso un processo di estrazione casuale.

La regola standard della serie animata, insomma, quella del "passa la palla ad Holly e vinci la partita", qui non conta: sebbene avere nella rosa un giocatore come Hutton possa essere un asso nella manica non indifferente, la crescita dei singoli membri del team (grazie agli XP ed ai power up guadagnati dopo diversi trionfi) è un elemento da non sottovalutare. Un'anima così strategica-manageriale si sposa bene con l'avanzamento della storyline (suddivisa in sei atti), e vi permette di giocare agilmente in singleplayer senza troppi sforzi, per quanto rimangano ancora dei limiti ormai connaturati in tanti altri free-to-play, tra cui spiccano le inevitabili attese un po' (troppo) noiose prima di riacquistare i crediti utili ad affrontare gli incontri successivi.

Oltre alla campagna in singolo fanno capolino sia la modalità "Serie" (sbloccabile dopo aver raggiunto il livello 3) che ci chiederà di fronteggiare i team allestiti dagli altri utenti (vi ricorda Fifa Ultimate Team, per caso?), sia I Club (ossia gruppi nei quali comunicare con gli amici) sia ancora gli immancabili match online, giocabili solo dal grado 7 in poi.

Come gira su Honor 7X

Captain Tsubasa: Dream Team è un gioco molto efficace dal punto di vista visivo. Le sequenze più interattive presentano una componente tecnica notevole, che si mantiene molto leggera nonostante una effettistica di grande impatto. L'Honor 7X utilizzato per la prova è stato in grado di far girare il titolo senza difficoltà. L'app è compatibile con la visualizzazione a schermo intero sul display 18:9 del dispositivo targato Honor.

Considerati gli evidenti problemi di bilanciamento, è chiaro che Dream Team faccia leva unicamente sul suo carico di fan service, indirizzato agli estimatori più indefessi della serie e a chiunque sia paziente abbastanza da soprassedere dinanzi ad alcuni limiti ludici. Al fine di stuzzicare i cuori più nostalgici, Captain Tsubasa sfrutta una resa grafica più che discreta, fluida ed appariscente, che ricalca il tratto dell'anime ed inscena super-tiri ed acrobazie con un piacevole virtuosismo registico: simili siparietti sono molto simili tra di loro quando a darsi battaglia sono due atleti meno noti, mentre ricalcano con perizia le rivalità del manga nell'istante in cui si trovano sullo stesso campo le icone più celebri del brand. Un motivo in più che ci spinge a riempire la nostra rosa con i personaggi "storici" delle tre serie animate (quattro, se contiamo anche quella prossima all'uscita) dedicate all'opera di Takahashi. Che il gioco si rivolga in particolar modo ai fan più assidui (e meno agli spettatori della domenica) è evidente anche dal decente lavoro di localizzazione in italiano il quale, eccezion fatta per qualche evitabile strafalcione, conserva i nomi originali dei protagonisti: non troverete quindi Holly, Benji e Lenders, ma Tsubasa, Genzo Wakabayashi e Hyga Kojiro, con conseguente senso di spaesamento per chiunque fosse affezionato al fantasioso adattamento tricolore.

Il prezzo dei sogni

Dietro il paravento di un gameplay semplice e scorrevole si nasconde un automatismo ludico che, con il prosieguo delle ore, apre le porte alla ripetitività, ad un leggero senso di noia (nella campagna saremo costretti, d'altronde, a svolgere inutili incontri di allenamento) e persino al portafogli. Questo perché la gratuità dell'applicazione, giunti ad un certo punto dell'esperienza, paradossalmente, si "paga". Avremo in aggiunta l'opportunità di ottenere dei leggeri upgrade prestazionali guardando una pubblicità tra una partita e l'altra: un escamotage poco elegante, ma quantomeno sufficientemente sopportabile.

Per potenziare i nostri "campionissimi" avremo a disposizione anche i "Taccuini di Roberto" (il rinomato allenatore di Holly, che ha circuito con la promessa di portarlo in Brasile qualora avesse trionfato nel campionato nazionale), da ottenere - chiaramente - terminando specifici obiettivi, senza quindi la necessità di spendere obbligatoriamente un soldo.

Come accennavamo, al fine di competere ad armi più o meno pari con le sfide di livello superiore dovremo però allestire un team molto solido: a meno che non abbiate la pazienza di dedicarvi al grinding estremo o di aspettare il quantitativo di ore necessarie affinché si ristorino i bonus quotidiani, sarete insomma invogliati a mettere mano ai vostri risparmi. Anche perché se nei match online vi troverete dinanzi a giocatori dalla rosa più "agguerrita", non c'è bravura che tenga: verrete spazzati via dal "tiro della tigre".

Inserzionista Luca

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