Cambiamenti climatici: possiamo SPARIRE nel 2050

(Napoli)ore 22:12:00 del 10/06/2019 - Categoria: , Ambiente, Denunce

Cambiamenti climatici: possiamo SPARIRE nel 2050

CAMBIAMENTI CLIMATICI RISCHIO APOCALISSE - Entro pochi decenni – pochi decenni – buona parte della città di Miami, in Florida, non esisterà più: sarà sommersa dalle acque dell’Oceano Atlantico che si saranno alzate di diversi metri a causa del riscaldamen

CAMBIAMENTI CLIMATICI RISCHIO APOCALISSE - Entro pochi decenni – pochi decenni – buona parte della città di Miami, in Florida, non esisterà più: sarà sommersa dalle acque dell’Oceano Atlantico che si saranno alzate di diversi metri a causa del riscaldamento globale.

Molte altre città costiere, come quelle del Bangladesh, finiranno sott’acqua in un processo che secondo gli scienziati è ormai inevitabile, anche se smettessimo di colpo di bruciare combustibili fossili nei prossimi dieci anni.

CAMBIAMENTI CLIMATICI RISCHIO APOCALISSE - In mancanza di una radicale riduzione nella produzione dei gas serra, poi, nei prossimi decenni avremo ricorrenti uragani, tempeste e inondazioni dalla portata straordinaria, lunghi periodi di siccità che distruggeranno i raccolti e avranno pesanti conseguenze economiche, nuove epidemie di malattie ormai dimenticate, estati sempre più torride, oceani sempre più inquinati e ostili alla vita, aria irrespirabile per interi mesi e una moltiplicazione di piccoli e grandi conflitti locali.

CAMBIAMENTI CLIMATICI RISCHIO APOCALISSE - Forse li avremo anche in caso di una radicale riduzione nella produzione dei gas serra, a questo punto: complici le grandi attenzioni dei ricercatori, che comunicano con cautela dati e probabilità per non dare appigli ai negazionisti, non abbiamo idea del disastro che ci aspetta e che in parte si è già inesorabilmente avviato.

Negli ultimi anni le notizie sul clima sono state tutt’altro che incoraggianti: il 2016 è stato l’anno più caldo mai registrato, lo scorso inverno al Polo Nord le temperature massime sono state per giorni ben al di sopra della media stagionale e in Antartide una gigantesca frattura nei ghiacci della Penisola Antartica sta per portare alla formazione di un enorme iceberg, grande più della Liguria. Gli effetti del riscaldamento globale sono visibili e tangibili da tempo, dicono gli esperti, ma nonostante tutto continuiamo a ignorarne la portata e a rimuovere dai nostri pensieri il fatto che presto ci riguarderanno tutti e cambieranno le nostre vite.

Mobilitazione globale. Come indicato nel rapporto, c'è ancora tempo per scongiurare gli effetti drammatici dei cambiamenti climatici, ma sarebbe necessaria una mobilitazione su scala globale contro le emissioni di CO2 paragonabile a quella avvenuta in occasione della Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, tenendo presente lo scetticismo verso gli effetti del riscaldamento globale di molti politici, che spesso confondono il meteo con il clima, non c'è da stupirsi che la preoccupazione degli scienziati sia elevatissima. Il nuovo rapporto potrebbe apparire un po' allarmistico ed estremo, ma espone un'analisi dettagliata di ciò che potrebbe accadere se entro 30 anni la temperatura media del nostro pianeta si alzasse di 3° centigradi rispetto all'epoca preindustriale.
Rischio apocalisse. Secondo il rapporto, lo scenario che ci si para innanzi è considerato una “minaccia esistenziale alla civiltà umana”. Con l'aumento di cui sopra, il 35 percento della superficie della Terra e il 55 percento della popolazione mondiale saranno esposti a ondate di calore mortali per venti giorni all'anno, così roventi da non essere compatibili con la nostra sopravvivenza. In alcune zone del Pianeta i giorni di temperature letali saranno cento all'anno.

Le temperature roventi faranno collassare grandi ecosistemi come la Foresta Amazzonica, l'Artico e le barriere coralline; l'America del Nord sarà sferzata da incendi devastanti; la disponibilità dell'acqua crollerà in tutto il mondo; le precipitazioni saranno praticamente dimezzate in numerose aree, e ciò porterà a un crollo dell'agricoltura e delle risorse alimentari. Un miliardo di persone saranno costrette a trasferirsi altrove per non morire. Le società per come le conosciamo oggi verranno disgregate e inizieranno guerre devastanti (anche nucleari) per accaparrarsi le ultimissime, preziose risorse. Benché possa apparire un quadro davvero drammatico, le probabilità che ciò si verifichi sono molto più alte di quel che crediamo, anche perché i modelli climatici spesso sottovalutano eventuali effetti irreversibili, come indicato nel rapporto. Per questa ragione gli autori del documento sottolineano l'importanza di agire al più presto e tutti assieme, per scongiurare la più grande minaccia alla nostra stessa sopravvivenza.

Inserzionista Gerardo

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