Anthem: recensione ufficiale

(Ancona)ore 20:49:00 del 14/01/2019 - Categoria: , Videogames

Anthem: recensione ufficiale

COLOSSUS – Paragonabile al classico “tank”, il Colossus si mostra come un Javelin robusto, in grado d’incassare i danni più pesanti, e seminare la devastazione sul campo di battaglia, sia tramite le proprie skill, che grazie alle armi pesanti che è in gra

 

Lo avevamo già visto l’anno scorso e ne troviamo una conferma anche quest’anno: il mondo di gioco di Anthem, graficamente e concettualmente parlando, è magnifico, quasi maestoso se vogliamo. Dominato da una vasta vegetazione incontrollata, lo scenario che ci ritroveremo davanti mostra tuttavia delle tracce di civiltà, delle rovine e curiosamente non siamo molto lontani dalla realtà.

Stando a quanto illustrato da Bioware, il mondo che abiteremo venne creato da alcune divinità, che grazie a una fonte di “pura creazione” nota come Anthem, diedero vita alle prime creature che comparvero sul pianeta. La loro opera rimase tuttavia incompiuta. Gli Dei, improvvisamente, scomparvero e al momento non ne conosciamo le motivazioni, sappiamo solo che lasciarono un pianeta parzialmente terraformato e i cosiddetti “Strumenti della Creazione” incustoditi, alla mercé di coloro che tentarono, invano, di utilizzarli per controllare l’Anthem, rimanendo irreversibilmente corrotti dal suo potere.

Il mondo, rimasto in balia di cataclismi capaci di scuoterlo fino alla sue fondamenta, restò popolato da gigantesche e selvagge creature, ed è in questo scenario tutt’altro che idilliaco che la razza umana tenta di sopravvivere, grazie anche al lascito di coloro che vengono definiti “Antenati”, i quali crearono degli esoscheletri indispensabili per poter sopravvivere nell’ostile mondo di gioco: i Javelin.

Se dovessimo paragonare i Javelin a qualcosa, vi basti pensare all’armatura di Iron Man. Niente di più e forse qualcosa di meno, visto che non ci sembra sia inclusa alcun tipo di IA che ci possa offrire supporto in battaglia.

Al momento ne esistono in tutto quattro tipologie, che contribuiranno a definire il nostro ruolo in battaglia e sono accostabili alle classi degli RPG:

COLOSSUS – Paragonabile al classico “tank”, il Colossus si mostra come un Javelin robusto, in grado d’incassare i danni più pesanti, e seminare la devastazione sul campo di battaglia, sia tramite le proprie skill, che grazie alle armi pesanti che è in grado di trasportare;

RANGER – Il Ranger viene descritto come il classico “jack of all trades” o tuttofare se preferite, una classe ibrida dunque, robusta ma non quanto un Colossus e meno agile di un Interceptor;

INTERCEPTOR – L’Interceptor è una delle due tipologie di Javelin delle quali non sappiamo un granché, tuttavia viene descritto come l’esoscheletro più agile dei quattro e, se vogliamo paragonarlo a una classe da GDR, è plausibile pensare che sia affine al classico “rogue”;

STORM – Per tutti gli amanti dei maghi, o degli Stregoni di Destiny, ecco lo Storm, il caster della compagnia del quale, come l’Interceptor, non abbiamo ancora molte informazioni.

Qualunque sia la scelta adottata dai giocatori, Bioware ha più volte precisato che non si sarà limitati ad un singolo Javelin, e i giocatori potranno scegliere liberamente quale portare in battaglia, a seconda del proprio umore o delle necessità del gruppo.

La natura ibrida di Anthem lascia ancora molte cose avvolte nel mistero, come il passaggio fra i contenuti prettamente “single player” (come la storia principale) e quelli esclusivamente multigiocatore. Pare siano compartimentali anche lo status del pilota e quello della sua tuta: il primo crescerebbe con abilità sue che influenzeranno la sua capacità di adattamento con uno dei quattro Strali disponibili, mentre per le tute stesse dovremo semplicemente utilizzarle al meglio per migliorarle singolarmente.

Ci sono ancora molte ombre che Bioware deve ancora dissipare: l’intelligenza artificiale dei nemici ci è parsa poco reattiva e decisamente statica, con avversari rallentati e spesso un po’ stupidi, che non facevano altro che caricare a testa bassa i giocatori (spesso rimanendo confusi nel decidere il bersaglio) o ancora peggio rimanevano immobili a sparare; questo difetto è particolarmente accentuato negli avversari “minori”, che si ritrovano spesso impalati a tentare di colpire il gruppo senza grandi risultati. Analizzando un po’ le tute inoltre è impossibile non fare un paragone con Destiny, lo sparatutto online di Bungie dal quale la casa di Montreal sembra aver preso in prestito il design di questi Strali.

Anthem è senza dubbio il titolo più interessante di Electronic Arts, con un gameplay vario, esaltante e tamarro al punto giusto in un mondo assurdamente complesso e dettagliato. La verticalità e l’esplorazione sembrano farla da padrone nel nuovo titolo di Bioware, e la casa di Montreal lo sa bene. Quello che è stato mostrato esalta le movenze e la possibilità d’ingaggio offerte dagli Strali, ma dice ancora ben poco sulla storia che dovrebbe far muovere un mondo così complesso. La mappa di gioco pare immensa, ma le attività viste ricordano la classica modalità “search and destroy” che riecheggia da migliaia di altri giochi prima. Tuttavia tutto viene oscurato dalla bellezza del mondo di gioco e dalla giocabilità verticale, che pur avendo un gunplay ancora da rivedere dona ad Anthem un fascino praticamente irresistibile. Chi vi scrive è rimasto stregato dall’ultimo lavoro di Bioware, e non vede l’ora di poterci mettere le mani sopra, nonostante tutte le riserve del caso.

 

Inserzionista Gregorio

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