2019: l'anno buono per FUGGIRE dall'Italia?

(Bari)ore 18:48:00 del 04/03/2019 - Categoria: , Denunce, Economia, Lavoro

2019: l'anno buono per FUGGIRE dall'Italia?

Anno nuovo, vita nuova. Quante volte ce lo siamo detti, ma senza mai prenderci molto sul serio. Le feste son finite e si torna alla normalità…o forse no?

Anno nuovo, vita nuova. Quante volte ce lo siamo detti, ma senza mai prenderci molto sul serio. Le feste son finite e si torna alla normalità…o forse no?

Perché infatti non sfruttare gennaio 2018 per cambiare totalmente vita, lasciando l’Italia e trovando un lavoro all’estero? In questo articolo troverete 8 buoni motivi per andarsene dall’Italia nel 2019.

Siete curiosi di sapere quali sono questi 8 motivi? Allora andiamo a leggerli insieme.

8 buoni motivi per andarsene dall’Italia nel 2018

1) Non farsi giudicare per l’età: E’ risaputo che nella maggior parte delle professioni l’Italia è un paese per vecchi. In qualsiasi settore si guardi, l’età media è ben superiore a quella di altre nazioni. Ad esempio nel nostro paese un manager 45enne è ancora considerato un giovane dirigente, mentre in altre nazioni sarebbe abbastanza navigato. Nonostante ciò, quando siamo alla ricerca di un lavoro, avere più di 30 può essere un vero problema. Le motivazioni per cui in Italia si preferiscono i candidati con poco più di 20 anni sono note, ma non sembra che si voglia far qualcosa per cambiare questo trend. Allora perché non fare le valigie e cercare un posto di lavoro all’estero dove l’età è (molto) meno tenuta in considerazione, mentre viene più tenuta in considerazione la meritocrazia?

2) Andare a vivere in una nazione con maggior rispetto per la meritocrazia: Come anticipato nel punto numero 1, la meritocrazia è una delle mancanze più pesanti che viviamo quotidianamente sul posto di lavoro in Italia. A lungo andare è troppo pesante il non sentirsi apprezzati per quello che facciamo, vedere il figlio o il contatto della persona giusta fare più carriera di noi anche se non se lo merita, non avere manager all’altezza e tutto ciò che la mancanza di meritocrazia comporta.

  • Migliorare la conoscenza delle lingue straniere: Purtroppo è risaputo che la scuola italiana non ci garantisce quel livello di lingua utile per poter lavorare all’estero. Dobbiamo organizzarci da soli con corsi aggiuntivi e, spesso, anche questi non sono utili se non abbiamo la possibilità di parlare la lingua tutto il giorno.

    Per questo motivo trasferirsi all’estero è un consiglio che vi vogliamo dare. Sarebbe ad esempio perfetto studiare in un corso la mattina e poi avere tutto il pomeriggio e la sera per incontrare persone del posto e continuare a praticare la lingua. Se volete informazioni su corsi di lingua a Londra, Irlanda e Spagna, potete scrivere un’email all’indirizzo stefano@viviallestero.com con oggetto “Corsi di lingua inglese o spagnolo” (in base alle vostre preferenze).

4) Aumentare la possibilità di trovare lavoro: Trovare lavoro dipende molto anche dalle opportunità presenti nell’area in cui lo stiamo cercando. Quindi è abbastanza semplice capire che, se “allarghiamo i nostri orizzonti” o scegliamo con cura una destinazione che possa proporre più opportunità lavorative per il nostro profilo, avremo sicuramente più possibilità rispetto a chi rimane a cercare lavoro soltanto vicino casa propria (ad esempio guardate quante opportunità ci sono qui: http://www.viviallestero.com/offerte-lavoro/).

5) Smettere di lamentarsi ed iniziare a cambiare vita concretamente: Se aprite qualsiasi Social Network noterete che l’insoddisfazione regna nella vita della grande maggioranza degli italiani (condito anche da tante bufale). Spesso però al malessere non segue un’azione che porti ad un cambiamento e/o ad un miglioramento. Si condividono delle foto, si lasciano commenti irati sulla politica, si pubblicano post pieni di rabbia sulla persona di turno, ma poi si continua con la vita di sempre. Se invece volete veramente dare un cambio importante alla vostra vita nel 2018 appena iniziato, potete prendere in considerazione l’idea di trasferirvi in un’altra nazione, cambiare tutto e cercare di sentirvi più soddisfatti. Per avere consigli ed informazioni potete seguire il gruppo Facebook “www.viviallestero.com – un aiuto per andare a vivere all’estero”. Chiedete di partecipare CLICCANDO SU QUESTA PAGINA.

6) Avere più esperienza professionale: Trasferirsi all’estero non vuol dire obbligatoriamente lasciare l’Italia per sempre. Potrebbe anche significare andare a fare un’esperienza di qualche anno e poi tornare nella nostra bellissima nazione. L’esperienza lavorativa all’estero ci darebbe l’opportunità di crescere molto a livello professionale e linguistico, aprendoci così poi più porte anche nel nostro stesso paese.

7) Vivere in un contesto fiscale con meno pressione: Non si vive solo per i soldi, ma sono importanti. Non giriamoci troppo attorno, il motivo principale per il quale lavoriamo sono i soldi. Quando apriamo un’attività in Italia sentiamo il peso delle tasse sin da subito. Spesso, purtroppo, è brutto dirlo, ma sono proprio le tasse a portarci alla chiusura definitiva. Per questo motivo molti italiani hanno deciso di aprire le loro attività all’estero, sfruttando anche sistemi fiscali più “leggeri” che permettano di vivere con più serenità. Se siete interessati a questa opzione potete guardare la nostra sezione dedicata alle attività all’estero in vendita (clicca qui).

8) Far crescere i figli all’estero: Quando si hanno figli in età scolastica, soprattutto se elementare, si pensa solitamente che fargli affrontare un trasferimento all’estero potrebbe essere traumatico, invece non solo non lo è, ma i vostri figli un giorno vi ringrazieranno per la scelta presa. Si creeranno rapidamente nuove amicizie ed incominceranno ad apprendere la nuova lingua con quella semplicità che contraddistingue l’apprendimento dei bambini. Dargli la possibilità di essere bilingue (soprattutto se una delle due lingue è inglese o una lingua molto ricercata a livello professionale) gli aprirà molte porte quando in futuro si affaccerà al mondo del lavoro e, vista la situazione attuale italiana, non è un aspetto da sottovalutare.

Da: QUI

Inserzionista Samuele

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