2018: l'anno di Di Maio nuovo LENIN o dell'ennesimo DEMOCRISTIANO?

(Roma)ore 23:05:00 del 15/04/2018 - Categoria: , Denunce, Politica

2018: l'anno di Di Maio nuovo LENIN o dell'ennesimo DEMOCRISTIANO?

Sarà lui il nuovo “Lenin” o si tratta semplicemente di un nuovo democristiano o ancora peggio di un “paraculo”, come dicono a Roma?

Resta il fatto che il “gattopardismo” dimostrato da Gigino, durante queste prime consultazioni per la formazione del nuovo Governo, potrebbe aver lasciato interdetti quanti avevano preso alla lettera le promesse fatte dai 5 Stelle in campagna elettorale

Di Maio e la sua cricca di pentastelalti non devevano forse essere “puri e duri” come avevano promesso?
I fans dei pentastellati non si erano fatti smuovere dall’imbarazzante gestione pentastellata del Comune di Roma, dalle continue giravolte in campagna elettorale (euro si, euro no, missioni militari Nato no, poi si ), non avevano impressionato più di tanto le frequenti epurazioni in stile staliniano (tra cui Pizzarotti a Parma), non veniva neppure criticata la saga dei Casaleggio e la relativa successione monastica – di padre in figlio – nella gestione del Movimento – ma le promesse fatte come il reddito di cittadinanza per tutti e le altre visioni di una società più giusta ed assistenziale per quanti non ce la fanno a tenere il passo, avevano fino ad oggi fatto superare ogni riserva.
D’altra parte, anche se Di Maio e gli altri della compagnia si proclamavano nè di sinistra nè di destra, la sindaca di Roma Raggi aveva rotto gli indugi ed aveva dichiarato quanto si poteva facilmente aspettare, dopo che lei stessa aveva stanziato mille euro per chi ospita in famiglia un immigrato e dopo aver dato le case popolari ai rom.

Risulta che il primo cittadino della Capitale aveva salutato con entusiasmo l’annuncio di Luigi Di Maio relativo ad un accordo post elettorale tra M5s e comunisti, per appoggiare un eventuale governo guidato da Pietro Grasso fondato sulla comune difesa dell’immigrazione clandestina, reato che i grillini hanno contribuito a cancellare. “C’è una recrudescenza del neofascismo che dobbiamo stroncare. Alcuni argini democratici sono caduti e ora tocca a noi ripristinarli, affinché quanto successo a Repubblica non si ripeta più”, ha dichiarato la Raggi. “Basta equivoci. Noi abbiamo una forte natura antifascista”, ha sottolineato con tono deciso. Le dichiarazione per inciso è avvenuta nel corso di una visita a “Repubblica” il quotidiano del gruppo de Benedetti che costituisce il tempio del “politicamente corretto” e della sinistra progressista e liberal.

La Raggi adesso si sente più sicura dopo che, su suggerimento di Casaleggio, ha fatto approvare una postilla nel contratto dei suoi collaboratori, secondo la quale : “…i candidati al consiglio comunale di Roma per il M5S hanno sottoscritto un contratto” con la Casaleggio & Associati (NdA) “che li obbliga a far approvare in maniera preventiva allo staff della società qualunque atto amministrativo di una certa importanza…” –
La Casaleggio è di fatto il ” Deus ex machina” che controlla tutti i candidati al Comune, al Parlamento ed i collaboratori nello staff dei 5 Stelle. Nessuno può mettere in dubbio i discussi collegamenti che la Casaleggio ha avuto e che tuttora ha con la finanza internazionale, con gruppi di influenza anglosassoni e con organismi sovranazionali, che molti osservatori hanno messo in rilievo. Vedi: M5, al loro convegno l’uomo di George Soros: sono al guinzaglio dell’alta finanza?

La grande forza dei 5Stelle è stata fino ad ora quella di fare leva sul sogno di un’Italia migliore, più onesta, di rappresentare una nuova generazione di politici aperti alla gente e non “intrallazzatori” come i personaggi della prima e seconda Repubblica. Loro, i pentastellati si presentavano come differenti”.
La Sindaca pentastellata, con la sua sguaiata ed improvvida recita dell’inno ‘Bella ciao’, intonato da Virginia Raggi dai banchi del Campidoglio, potrebbe ora assumere un significato profetico per un prossimo crollo dei consensi e fuga dai 5 Stelle apparsi nella loro realtà di improvvisatori teleguidati da Casaleggio e Poteri Forti Spa.

Forse avviene oggi che i travestimenti da “finti rivoluzionari” antisistema non bastano più.

Da: QUI

Inserzionista Gregorio

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